Tutto fermo confermano i medici in Australia: Il tabagismo non si evolve anzi sembra leggermente aumentato. Il paese non comprende l'importanza del vaping.

L'associazione per la riduzione dei rischi del fumo confrontato l'evoluzione del tasso di fumatori adulti in sette paesi dal 2013 ad oggi ha ottenuto dati che evidenziano come, secondo i dati ufficiali di ciascun Ministero della Salute, l'Australia è il paese in cui la diminuzione del tabagismo non è tanto elevata come sembra con un calo dello 0,2% annuo, rispetto all'Islanda con il 12%, la Norvegia con il suo 7% a pari con gli USA ed il Regno Unito con il 5%

"Se guardiamo negli altri Stati, che attuano "quasi" le stesse nostre politiche antitabacco come: aumentare le tasse, vietare il fumo nei luoghi pubblici, educare l'impatto sulla salute del fumo, ad un certo punto si ha un blocco."  afferma il dott. Joe Kosterich.

L'Australia, a differenza degli altri paesi menzionati nel confronto, vieta tutte le alternative alla nicotina a basso rischio. Nè il vaping con nicotina né lo snus sono autorizzati alla vendita. "Questi paesi si sono rivolti ad altre forme di uso di nicotina che non comportano necessariamente la combustione e il loro tasso di fumo sta diminuendo. Questa è la differerenza tra loro e noi.  insiste il rappresentante di ATHRA.

"Non c'è stato un vero e significativo cambiamento nei fumatori forse un leggero aumento" - conferma anche il dott. Joe Kosterich, direttore del nuovo Harm Reduction Association australiana Tabacco (Athra)

A fine del settembre 2017, l' Australian Institute of Health and Wellfare (AIHW) pubblicò delle stime ufficiali tra le quali si evidenziava il fatto che il 16,4% degli fumatori abituali nel 2013 passava ad essere il 15,8% nel 2016. Diminuzione certo ma pur sempre molto bassa rispetto a quella degli altri paesi nel mondo.

A questo punto in Australia i medici si trovano a confrontarsi con delle dinamiche alquanto inusuali. c'è chi percepisce le politiche Australiane non efficienti nell'incorporazione di metodi per smettere di fumare c'è invece, come il dott. Tony Bartone, dell'Australian Medical Association (AMA), chi ritiene che le sigarette elettroniche siano un metodo utile per la cessazione ma non servano più di tanto.

Un fraintendimento che si trasforma rapidamente in una necessaria diatriba: "Non neghiamo che sia meno pericoloso che fumare sigarette, ma si tratta di normalizzare tutto il comportamento", dice il dott. Tony Bartone (3AW). Una dichiarazione che sorprese il dott. Joe Kosterich"Dire che il vaping normalizza il fumo è come dare un bicchiere d'acqua a un bambino per normalizzare la vodka, non significa niente . "

"Non sappiamo quali siano gli svantaggi di inalare vapore, non sappiamo se funzioni come un aiuto alla cessazione veramente completo;  diamo un'occhiata alle prove, so che ci sono stati rapporti scientifici per dire che funziona, ma è discutibile ", dice il dottor Tony Bartone al microfono di Neil Mitchell - giornalista di AMA. Tuttavia, l'impatto sulla salute del fumo di sigaretta è ben noto e il tabacco viene venduto senza ricetta in Australia, a un prezzo molto alto- conclude. 

"In un mondo ideale, la gente non fumerebbe, ma non siamo in un mondo ideale, alcuni fumatori  fumeranno, ed altri passeranno dal fumo al vaping prima con e poi senza nicotina.  Non dobbiamo giudicare negativamente queste persone, idealmente nessuno farebbe nulla, ma possiamo fare di più in questo paese per presentare ai fumatori un modo meno dannoso, nel peggiore dei casi, non smettere di consumare nicotina, ma stai già facendo qualcosa di meno dannoso".
La nuova associazione ATHRA , oltre al Dr. Joe Kosterich , riunisce personalità come il professor Colin Mendelsohn, specialista in tabacco e salute pubblica presso l'Università del Galles del Sud, il dott. Alex Wodak di Harm Reduction Australia , e la dott.ssa Catherine Silsbury, entrambi specialisti delle dipendenze, e Stephen Elsom, rappresentante degli utenti. Il sito di ATHRA era in manutenzione al momento della stesura di questo post. 

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