Non esiste allora una vera epidemia del vaping. Il fumo negli adolescenti continua a precipitare nel 2017, mentre il vaping rispecchia una percentuale minima rispetto al 2015

Dal 2011, il fumo nell'età dell'adolescenza è diminuito di oltre la metà negli Stati Uniti. Nel 2017 solo il 7,6% gli studenti delle scuole superiori dichiara di aver fumato. Il sondaggio, che già si prospetta con un non meno di polemiche, effettuato dal National Youth Tobacco Survey (NYTS) - di cui segue il rapporto del Center of Disease Control (CDC) - ha evidenziato che la percentuale dei giovani che utilizzano vaporizzatori è aumentata dal 2% nel 2011 all'11,7% nel 2017. Il tasso del 2017, andando contro corrente verso gli allarmismi pubblici che inducono una maggiore prevalenza dello svapo nei giovani, è stabile rispetto al 2016 (11,4%) ed addirittura significativamente minore del 2015 (15,8%). 

Anche tra gli studenti universitari, il fumo continua a scendere con solo il 2,1% che afferma di aver fumato nei trenta giorni precedenti il ​​sondaggio. Mentre lo svapo negli ultimi trenta giorni si riduce al 3,3% nel 2017, contro il 4,3% nel 2016. 

Questa si presenta come la prima importante indagine sul tabacco giovanile da quando è iniziata la controversia tra adolescenti/giovani  e vaping ed ha dimostrato che se l'uso della scuola superiore delle sigarette elettroniche è un problema invece non lo è. Gli studenti delle scuole superiori nel 2017 hanno usato le sigarette elettroniche quasi allo stesso modo che nel 2016, e ad un tasso molto più basso rispetto al 2015. Per essere più esatti:

Il fumo negli adolescenti ha continuato a diminuire, con appena il 7,6% di studenti delle scuole superiori che hanno fumato una sigaretta (forse con un tiro) negli ultimi 30 giorni, una piccola diminuzione dell'8,0% nel 2016. Il risultato del 2017 rappresenta più del 50% declino dal 2011 dove era al 15,8%.

Tra gli studenti delle scuole medie, lo svapo è diminuito dal 2016 (4,3%) al 2017 (3,3%). Anche un numero inferiore di alunni delle scuole medie fumava nel 2017 - solo il 2,1%. A quanto pare, il passaggio dallo svapo al fumo non funziona correttamente, poiché il fumo continua a scendere in ogni sondaggio nazionale degli adolescenti. 

Non esiste allora una vera epidemia del vaping come viene descritta dai media o dai gruppi anti-vaping in quanto il sondaggio parla chiaro. E' anche vero che il sondaggio è stato effettuato utilizzando il termine "sigaretta elettroniche o vaporizzatore" quando invece i ragazzi in america conoscono - in questo preciso momento storico/sociale -  il termine "juul" (in effetti sempre di sigaretta elettronica si tratta).

"Dicono che attrae nuovi e giovanissimi consumatori, che non vorrebbero mai né svapare né fumare", ha detto la sociologa dell'Università di Waterloo, Amelia Howard, "ma sono imponentemente attratti dal JUUL, e sono così infatuati dal marchio che lo hanno fatto ricadere con un verco: juuling"

The Truth Initiative ha affermato che JUUL sta "crescendo in popolarità tra i giovani". I dati del CDC dicono che non è vero. Nella migliore delle ipotesi, JUUL potrebbe sostituire i prodotti del settore esistenti - e da noi conosciuti -  tra gli adolescenti.

Nel frattempo, JUUL Labs ha lanciato la sua - tanto promessa  - campagna "educativa" per illustrare la preoccupazione di JUUL circa l'uso da parte dei teenagers del suo prodotto. Lo sforzo include un sito web separato chiamato JUUL Facts che riporta il consiglio : "SE NON FUMI O SVAPI, NON INIZIARE".