Come recita Philippe Poirson "E' il turno della Svezia" vedersi applicare una tassa ridicola sui liquidi per sigarette elettroniche.

1 euro e 90 centesimi a flacone dal 1 Luglio 2018. E' questa la tassa che viene applicata in Svezia per ogni 10 ml liquido per ricarica "ma attenzione" con nicotina. Probabilmente, i vapers, acquisteranno  liquidi senza nicotina, quindi la n uova tassa lascerà i, tempo che trova. Il trucco è stato ampiamente utilizzato dai cittadini svizzeri di fronte al divieto e, secondo una testimonianza, si sta diffondendo in Portogallo per combattere la proibitiva tassa anti-vaping.

Nel redigere tale legge, le parti interessate hanno cercato di mettere in guardia sulla sua assurdità. La New Nicotine Alliance Svedese aveva già commentato in passato la possibilità di applicazione di questa tassazione:

"L'NNA vede gravi lacune nell'analisi dell'impatto alla base della proposta del Ministero delle Finanze", affermava l'associazione ."La tutela della salute pubblica è definita come l'obiettivo principale di questa imposta. Diamo attenzione alla Gran Bretagna, che è particolarmente a favore del vaping per smettere di fumare e minimizzare il danno da fumo ."

ll punto più "ridicolo" di questa tassazione è l'equivalenza che sta alla base della decisione; Si equiparano 10ml a 100 sigarette tradizionali. Un'equivalenza ridicola e maliziosa come quella vigente in Italia.

Vale a dire che questa cifra è una bugia in quanto una sigaretta contiene da 8 a 20 mg di nicotina ed il fumatore ne estrae più o meno in base al suo modo di fumare. Ed anche se le cose potrebbero cambiare a fine dell'anno con una revisione dell'attuale legge ora di sta pensando anche allo "snus" (Un prodotto di riduzione basato su tabacco orale). Questo si evince dal quotidiano svedese GP del 29 giugno dove "Helen Stjerna", segretario generale per la generazione di non fumatori, chiede un divieto per lo svapo e lo snus correlato a tasse più alte confermando la sua idea che le sigarette elettroniche sono come le sigarette convenzionali. 

In risposta, Patrick Strömer, segretario generale dell'Associazione professionale svedese per Snus, mette in discussione il significato delle responsabilità di Helen Stjerna. "La strategia di diffondere miti e ignorare i fatti può rafforzare la propria convinzione, ma contribuisce poco a un dibattito costruttivo sulle alternative alle sigarette per incoraggiare gli 800.000 svedesi che fumano ancora a riprendere in considerazione la loro scelta".
Gli svedesi sono riusciti a ridurre drasticamente il fumo negli anni '90, raggiungendo il 5% dei fumatori giornalieri nel 2017 secondo l'Eurobarometro. I modelli di malattia correlati al fumo hanno seguito il calo del consumo di sigarette, mentre la quota di utenti di Snus è circa il 15% dell'attuale popolazione adulta.