A Marzo Gina Raimondo, governatore del Rhode Island, applicava una tassa dell' 80% sui prodotti e adesso vieta il vaping allo stesso modo del fumo.

Il tutto, sembra, per sopperire al problema dell'uso delle sigarette elettroniche nei giovani che secondo  il presidente del Senato del Rhode Island, Dominick Ruggerio:

"A livello nazionale, l'uso delle sigarette elettroniche da parte dei giovani ha superato l'uso delle sigarette tradizionali. Dobbiamo affrontare le nuove forme di fumo, sia per proteggere i cittadini dal fumo passivo sia per aiutare a risolvere il malinteso secondo cui tali prodotti non sono in qualche modo privi di rischi".

WPRI News riferisce che il governatore del Rhode Island, Gina Raimondo, ha firmato un disegno di legge che entrando in vigore lo scorso 1 luglio 2018 aggiunge il vaping vapori al divieto esistente sul fumo da parte dello stato nei luoghi accessibili al pubblico (per essere esatti anche nei posto di lavoro).

Tale regolamentazione, che ormai lega fumo e vaping come se fossero la stessa identica cosa, risale ad una legge del 2005 che recita:

Il divieto si applica: "nelle imprese private, nei ristoranti, nella maggior parte dei bar, nei bagni pubblici, nei campi sportivi, nelle strutture sanitarie, nei centri commerciali, nelle strutture del bingo e nelle aree comuni dei condomini con più di quattro unità". Il nuovo aggiornamento però ha delle esenzioni su alcuni luoghi anche se minori.