Il Governo sta rivedendo l'attuale divieto sul vaping, a fronte di una petizione firmata da ben 40.000 sostenitori, grazie a ECST facente parte di INNCO.

In Thailandia vige il divieto di esportazione, produzione, vendita ed importazione di sigarette elettroniche. Anche il possesso potrebbe portare alla detenzione.

Il Governo, attualmente, sta rivedendo al sua politica proibizionista in seguito agli sforzi del "Gruppo a sostegno del vaping thailandese - ECST" membro della rete internazionale INNCO.  L'ECST ha chiesto all'Ufficio thailandese dell'Ombudsman di riconsiderare il divieto a fronte di una petizione firmata da 40.000 sostenitori della liberalizzazione del vaping.

A fronte di questa petizione il Ministero del Commercio sta ora rivedendo la legge in quanto "tale richiesta di liberalizzazione" potrebbe aiutare lo stesso governo a limitarne la pubblicità e gestire meglio il problema dell'uso giovanile dei dispositivi.

L'ECST afferma che una ragionevole regolamentazione dei prodotti sarebbe vantaggiosa sia per i vapers (che per i fumatori) e per il governo, che potrebbe tassare i prodotti, evitando anche la cattiva pubblicità che il divieto ha generato.

La Thailandia ha vietato la vendita di sigarette elettroniche nel 2014. Da allora il paese si è guadagnato la reputazione di essere una delle più aspre autorità anti-vaping al mondo.

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