Avrà luogo domani la prima lettura del disegno di legge che promette un divieto totale delle sigarette elettroniche.

L'iniziativa è stata annunciata ad ottobre dall'attuale Capo Esecutivo di Hong Kong "Carrie Lam Cheng Yuet-ngor" ed il 20 febbraio la legge avrà la sua prima lettura in seno al Consiglio.

Se approvato, il disegno di legge vieterà la vendita, la fabbricazione, l'importazione, la distribuzione o la promozione di sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco a Hong Kong, (secondo il South China Morning Post), nel mentre la vendita delle sigarette e di altri prodotti a combustione rimarranno legali.

La condanna per uno di questi crimini (sopra riportati) potrebbe comportare fino a sei mesi di reclusione e una multa di circa $ 6.370. Lo scopo dichiarato dal divieto è di prevenire l'uso nei giovani che porta all'assorbimento di prodotti tossici per l'organismo.

"Ci auguriamo che questi prodotti alternativi non saranno così facilmente accessibili sul mercato prima che diventino molto popolari", ha dichiarato il vice segretario per l'alimentazione e la salute Amy Yuen Wai-yin. "Siamo preoccupati che i giovani, che potrebbero non essere fumatori, non saranno attratti dai prodotti alternativi. Vogliamo stroncare il problema sul nascere."

La legge proposta non criminalizza il possesso per uso personale, sebbene svapare in un'area non fumatori possa essere punito con multe fino 637 $.

Un funzionario del Ministero della salute e dell'alimentazione ha dichiarato che i visitatori (turisti) dovrebbero non portare con se, volontariamente, tali prodotti prima di passare attraverso la dogana. I funzionari sono preoccupati che l'importazione per uso personale possa in qualche modo portare a vendite illegali nello stato.

"Il nostro principio è che nessuno dovrebbe essere autorizzato a introdurre alcuno dei prodotti alternativi per il fumo, perché è probabile che affermino che sia per uso personale quando invece non è vero  e non saremo in grado di tenerne traccia dopo essere entrati a Hong Kong ", Ha detto Yuen al Post. "Non vogliamo che si incentivi il mercato nero".

 

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