In Lussemburgo, dove le norme sulle sigarette elettroniche sono tra le più severe d'Europa, le vendite di sigarette sono aumentate del 5,86% dal 2017 al 2018.

 

Secondo l'ultimo report (Eurobarometro - attivo dal 1973 al quale le istituzioni europee commissionano sondaggi di opinione periodiche in tutti gli Stati membri), in Lussemburgo, un paese che fa parte della Convenzione quadro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sul controllo del tabacco, il 21% degli adulti fuma ancora sigarette tradizionali.

Il ministro delle finanze Pierre Gramegna, non prendendo in considerazione proprio le sigarette elettroniche come mezzo per debellare il fumo, ha sottolineato che nella vicina Francia le vendite di sigarette sono calate di oltre il 9% a seguito di un "forte aumento" dei prezzi superiori a 1 € per pacchetto ma nel paese dal 2017 al 2018 vi è una forte differenza con i paesi limitrofi anche se i prezzi delle sigarette si sono mantenuti stabili. Nel 2018, ad esempio, un pacchetto di sigarette in Francia costava € 7,60, un differenziale di prezzo dell'80,95% rispetto a un pacchetto in Lussemburgo.

In Lussemburgo, gli esperti di salute pubblica e sostenitori delle sigarette elettroniche, sono contrariati osservando che a causa delle limitazioni imposte dalla TPD (seppur giuste) le vendite di sigarette elettroniche sono diminuite drasticamente portando, naturalmente, ad un aumento dei fumatori. Il tutto mantenendo, di contro, quelle severe politiche nei confronti degli strumenti di riduzione del danno.

D'altra parte, i dati continuano a indicare che in paesi come il Regno Unito o la Svezia, dove sono state approvate alternative più sicure come le sigarette elettroniche o lo snus come strumenti per smettere di fumare , i tassi di fumo sono diminuiti drasticamente .

 

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