Annuncio del comitato organizzatore di Tokyo sulle Olimpiadi del 2020 che vedranno bandite le sigarette elettroniche dalle sedi dell'evento.

 

Il Comitato Organizzatore di Tokyo ha recentemente annunciato che tutti i prodotti relativi al tabacco, comprese le sigarette elettroniche, saranno banditi nella sede dell'evento. Mira a rendere l'evento sportivo una "realtà che si basa sul miglioramento della salute dell'intero Paese".

Il Governo giapponese è stato da sempre in simbiosi con l'industria del tabacco in quanto possedere un terzo delle azioni della Japan Tobacco Inc non è certo da poco; basti pensare che fino al 1985 l'industria era persino un monopolio statale che consentiva al Paese di ottenere enormi entrate fiscali.

Con il suo 30,1% degli uomini che fumano nel 2017 secondo i dati dell'OMS, il Giappone ha intrapreso una "leggera" politica antifumo già dall'anno scorso, in vista delle Olimpiadi che l'anno prossimo saranno ospiti del Paese, vietando proprio per tutta la durata dell'evento di fumare nei locali pubblici ma non in tutte le strutture lasciando fuori dall'ordinanza il vaping.

Sebbene abbia attuato anche politiche di privazione e divieti di fumo in alcune delle strutture nel 2018, oltre quelle attivate per l'evento, con l'emanazione di una legge che vieta il fumo nei luoghi pubblici, la sua politica rimane "timida" poiché molti bar e ristoranti continuano a consentirlo, la pubblicità del tabacco è ancora possibile vederla in televisione, e i pacchetti di sigarette, oltre ad essere molto economici (circa $ 5), hanno pochi avvertimenti sulla salute.

L'articolo 71 della legge sulla sicurezza e la salute sul lavoro impone ai datori di lavoro di sforzarsi di creare un ambiente di lavoro confortevole attraverso due misure distinte come designare aree fumatori sul posto di lavoro e tutelare gli ambienti dei non fumatori ". La legge non prevede alcuna sanzione, di contro, nel caso in cui tali misure non vengano rispettate.

L'avvento delle Olimpiadi, però, sembra portare un cambiamento. Nel 2018, una ordinanza antifumo approvata dall'assemblea metropolitana di Tokyo in visto dell'evento, parlava solo di tabacco mentre, ad oggi, il Comitato organizzatore olimpico ha annunciato che tutti i prodotti del tabacco comprese le sigarette elettroniche sono vietate in tutti i luoghi in relazione all'evento (sia olimpici che paralimpici) sia fuori che all'interno comprendendo anche le aree adiacenti eliminando completamente anche le aree fumatori. 

Il CIO (Comitato olimpico giapponese) giustifica queste misure al Vaping Post spiegando che il suo impegno è adottare una politica antifumo per proteggere la salute e la sicurezza di tutti gli atleti, spettatori e funzionari, con l'obiettivo di lasciare un'eredità per migliorare, in un futuro, salute pubblica del paese. Ma questa mancanza di distinzione tra tabacco e vaping porta non poche polemiche al riguardo sollevando veri e propri interrogativi.

Inoltre dal 1 gennaio 2020 le misure di limitazione verranno intraprese anche sulla tutela della salute con l'applicazione di nuove norme per ridurre l'incidenza del fumo e vapore passivo che verranno successivamente adottate. A ragion del vero Keiko Nakayama, un funzionario sanitario nella città di Tokyo, in un recente comunicato stampa ha dichiarato che la lotta contro il fumo è stata da sempre presa in considerazione e verrà fatta pressione per l'approvazione di nuove regole che tutelino i non fumatori.

Segui il disclaimer dei contenuti presenti sul blog.