L'American Heart Association recentemente ha rilasciato una dichiarazione inerente allo stop del consumo di tabacco tra i giovani.

Continua a far discutere la “problematica del momento”, ovvero il consumo eccessivo di prodotti inerenti al mondo della sigaretta elettronica (nello specifico liquidi aromatizzati) tra i più giovani, come vi abbiamo anticipato in diversi articoli, ormai qualsiasi esponente politico o medico che sia contrario al dispositivo sopracitato si sta “aggrappando” a questa problematica che sembra essere ormai divenuta un vero e proprio tormentone primaverile.

L'American Heart Association recentemente ha rilasciato una dichiarazione inerente allo stop del consumo di tabacco tra i giovani grazie alla proposta di legge che aumenterebbe l’età minima per l’acquisto di sigarette e prodotti contenenti tabacco a 21 anni su tutto il territorio americano.

"Apprezziamo l'intento della legge Scott e da tempo abbiamo sollecitato l'aumento dell'età di vendita del tabacco a 21, incluso il sostegno alla legislazione federale introdotta nell'ultimo Congresso dal senatore "Brian Schatz" e dalla rappresentante Diana DeGette.

Il dibattito principale è poi passato su di una nuova definizione che è stata introdotta dalla Food and Drugs Administration (FDA) nella quale si evince la dicitura “prodotti a base di vapore”. Il problema sembrerebbe legato al fatto che alcuni produttori, come Philip Morris stanno cercando di eludere i controlli da parte dell’ente predisposto, tale elusione potrebbe essere portata a termine grazie alla creazione di prodotti come la IQOS che risulta essere appunto segnata sotto la dicitura sopra riportata pur contenendo al suo interno del tabacco.

"Aumentare l'età di vendita del tabacco a livello nazionale è un passo essenziale verso il raggiungimento dell’obbiettivo di eliminare l'uso di tabacco e la dipendenza da nicotina. Siamo disposti e pronti a lavorare con entrambe le parti per sviluppare una legislazione completa ed efficace che possa aiutarci a fermare la prossima generazione dal diventare dipendenti dal tabacco o da prodotti affini. "

Sicuramente le intenzioni sono benevoli, ma bisogna comunque ricordare che non esistono solamente le nuove generazioni, ma anche le vecchie che attualmente hanno ancora più bisogno di prodotti alternativi alla sigaretta elettronica, inoltre, sappiamo benissimo che approssimativamente negli Stati Uniti un giovane medio ha fumato la sua prima sigaretta a 13 anni, motivazione per la quale, se ora ne ha 18, con la nuova restrizione potrebbe rimanere “tagliato fuori” dalla reperibilità di prodotti alternativi e quindi potrebbe scegliere delle vie più pericolose rispetto a quelle della sigaretta elettronica.

Segui il disclaimer dei contenuti presenti sul blog.