Nuove normative per i flaconi degli e-liquid per sigarette elettroniche. L'attenzione è focalizzata alla fuoriuscita del liquido ed alla sicurezza per i bambini.

Come sappiamo nell’ultimo periodo tutta l’attenzione è focalizzata sulle nuove norme imposte (e per quelle che deve ancora imporre) dalla Food and Drug Administration (FDA) e sulle problematiche legali che sta avendo l’azienda californiana JUUL. Purtroppo però stando ad alcune indiscrezioni apparse in rete negli ultimi giorni, un nuovo attacco al settore della sigaretta elettronica potrebbe arrivare dalla CPSC.

Per chi non la conoscesse, si tratta della “Consumer Product Safety Commission (CPSC)”, un ente preposto a controllare la sicurezza e stilare le linee guida anche dei contenitori per i liquidi della sigaretta elettronica. Tale ente negli ultimi giorni ha apportato alcune modifiche proprio alle specifiche che questi contenitori, o flaconi, devono avere e sicurezza che devono garantire.

Nello specifico, la nuova norma di sicurezza si chiamerebbe "restricted flow requirement" e afferma che una bottiglia aperta, qualora venisse capovolta o maneggiata per cinque secondi da un bambino di cinque anni, non dovrebbe erogare più di due millilitri di liquido.

Seppur in Italia ora come ora, grazie alla tpd e alle successive tasse si sia passati sempre più all’utilizzo di contenitori in plastica e a norma di legge, qualora queste linee guida diventassero obbligatorie anche in Europa, molti brand ne risentirebbero sicuramente e di conseguenza anche i negozianti che si ritroverebbero con dei prodotti non sicuri (almeno per l’ente sopracitato) sugli scaffali. In America attualmente la situazione risulta peggiore visto che oltre l’80% delle bottiglie e contenitori sono in vetro e di conseguenza decisamente non sicuri.

Il 20 febbraio, il commissario repubblicano della CPSC  "Peter Feldman" ha emesso un avvertimento via Twitter affermando che: "Il liquido non conforme a tale norma sarà soggetto a un ordine di stop-vendita immediato".

La nuova regolamentazione prodotta dalla Consumer Product Safety Commission è già stata pubblicata nella “1700.15 della legge sull'imballaggio per la prevenzione dei veleni”. Il fatto singolare è che non è stato concesso alcun periodo di adeguamento per i produttori, segno che non è sicuramente intenzione dell’ente quella di avere un rapporto o qualsiasi dialogo con questi ultimi, cosa che sinceramente risulta davvero assurda oltre che scorretta. Piuttosto, l'applicazione è iniziata subito dopo che un protocollo di test per le bottiglie è stato annunciato l'8 marzo di quest'anno.

Subito dopo aver stabilito questo protocollo, Feldman, ed un altro commissario repubblicano della CPSC, ha introdotto un emendamento inerente alla richiesta di un budget annuale destinato alla agenzia, chiedendo ulteriori fondi per "supportare l'identificazione e la rimozione di prodotti pericolosi che non rispettano i requisiti speciali di imballaggio" (sopracitati) presenti nel regolamento.

Come sappiamo, la maggior parte dei produttori di liquidi per sigaretta elettronica utilizza già da tempo bottigliette e contenitori a prova di bambino visto che ad inizio 2016 l’allora Presidente Obama aveva firmato una legge che ne obbligata l’utilizzo. La legge è entrata in vigore il 25 luglio 2016 e per quasi tre anni sono state vendute milioni di liquidi in flaconi di vetro e plastica che potrebbero ora essere considerate non conformi alla nuova regola.Tutti i flaconi attualmente in uso dovranno essere testati e i nuovi certificati generali di conformità (GCC) dovranno essere rilasciati dai produttori e conservati in archivio presso i rivenditori.

La sottocommissione di questa Camera è presieduta dal deputato “Frank Pallone”, lo stesso democratico del New Jersey che ha recentemente introdotto l'HR 2339, ovvero la legge che è già stata rinominata come “la legge che distruggerà il mondo della sigaretta elettronica”.

Un contenitore per liquido di sigaretta elettronica può facilmente essere svuotato in una sola volta, e come ben sappiamo, una quantità simile può facilmente provovare problemi, seri, ad un bambino.

La problematica principale non è tanto ciò che le due normative riportano, ma l’intersecarsi delle due qualora venissero convertite in legge, visto che esiste anche una regolamentazione della FDA la quale “proibisce ai produttori di modificare la confezione di un prodotto (eccetto le etichette) introdotte prima dell'8 agosto 2016”.

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