Il Nebraska decide di schierarsi contro la legge “Tobacco 21” mantenendo la legge per la quale i maggiori di 18 anni (e non 21) possono acquistare sigarette elettroniche e i liquidi contenenti o meno nicotina.

Seppur la maggior parte degli stati stia adottando la tanto decantata legge “Tobacco 21”, la quale per chi non lo sapesse regola la vendita di prodotti contenenti tabacco e nicotina ai soli maggiori di 21 anni, alcuni stati hanno deciso di andare controcorrente e lasciare il precedente minimo di età per l’acquisto dei prodotti sopracitati.

Questo è il caso del Nebraska che ha recentemente rifiutato (dopo una forte pressione governativa) di “adeguarsi alla massa”, mantenendo la legge per la quale i maggiori di 18 anni (e non 21) possono acquistare sigarette elettroniche e i liquidi contenenti o meno nicotina.

Ovviamente come ci si può immaginare tale scelta ha subito scatenato l’ira degli “anti-vaping” i quali hanno dichiarato che la presa di posizione non farà altro che aumentare in maniera esponenziale i giovani facenti uso di prodotti a base di nicotina, ovvero la motivazione (l’unica a quanto pare) per cui la proposta di legge era stata avanzata agli esponenti politici del Nebraska.

Seppur si possa considerare una vittoria per il settore della sigaretta elettronica, dobbiamo precisare che la proposta dichiarava di:

Aumentare la minima età legale, da 18 a 21 anni, per l’acquisto di prodotti inerenti al mondo della sigaretta elettronica ma anche alle sigarette tradizionali.

Tale proposta è stata bocciata con una votazione di 25 contrari e 22 a favore. Ancora un volta però vediamo come la sigaretta elettronica venga equiparata a quella tradizionale, sintomo che esiste un problema di fondo che si chiama disinformazione sull’argomento (o semplicemente disinteresse per i politici).

Da sottolineare infine come un recente studio su ben 60.000 adolescenti ha rilevato che solamente lo 0,5% di questi ultimi fa uso della sigaretta elettronica senza aver mai preso in mano una sigaretta tradizionale, dato che quindi farebbe crollare l’affermazione per la quale “gli adolescenti che utilizzano il prodotto a rischio ridotto potrebbero finire con l’iniziare il loro pericolo percorso nel mondo del tabagismo”.

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