La lotta al tabagismo nelle carceri in Scozia non si ferma e la geniale intuizione di facilitare l'utilizzo delle sigarette elettroniche ha portato ad un calo dell'80% dei tassi di fumo.

Arrivano notizie confortanti da uno studio condotto all’interno delle carceri scozzesi, stando a quanto riportato infatti con l’attuazione del divieto di utilizzo delle sigarette tradizionali all’interno degli edifici si è rilevato un crollo dell’80% dei tassi di fumo rispetto a rilevazioni effettuate in precedenza.

Il primo studio della qualità dell’aria presente all’interno delle carceri scozzesi è stato effettuato nel 2016 e ha raccolto dati provenienti da 15 differenti prigioni in tutta la Scozia, e ben 110 mila minuti di misurazioni continue. Seppur gli scienziati che hanno condotto l’esperimento e seguito la sua evoluzione si siano detti all’epoca preoccupati per la possibilità che i pregiudicati potessero fare scorta di sigarette nel periodo antecedente al divieto, ciò non è accaduto e infatti si è registrato un importante miglioramento della qualità dell’aria.

Prima dell’introduzione di tale divieto i ricercatori hanno stimato che il 72% dei detenuti scozzesi faceva utilizzo abitudinario di sigarette durante la permanenza nella loro cella a qualsiasi ora del giorno rendendo così l’aria dell’edificio irrespirabile.

Per sopperire alla “mancanza” dei prodotti da fumo, si è deciso di offrire ai soggetti che ne sentissero la necessità delle sigarette elettroniche, ciò ha portato ad un miglioramento come detto della qualità dell’aria e un calo superiore all’81% del livello di fumo passivo presente negli edifici.

In una recente dichiarazione è stato sottolineato come il miglioramento sia simile a quello registrato successivamente al divieto di fumo all’interno dei pub, divieto entrato in vigore nel 2006 e che ha permesso a molti avventori e clienti abitudinari di godere di un ambiente più sano.

 

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