Scende in campo, in Arizona, la Vapor Technology Association che esorta gli utilizzatori di sigarette elettroniche a leggere con attenzione la legislazione proposta.

Si continua a discutere nello stato dell’Arizona sulla possibile attuazione della nuova legge nominata “Tobacco 21” che porterebbe l’età minima per l’acquisto di sigarette tradizionali ed elettroniche da 18 a 21 anni. Seppur la maggior parte dei politici e dei grandi marchi, tra cui figura anche Philip Morris, siano favorevoli, alcuni legislatori e sostenitori della salute si stanno schierando contro l’attuazione della legge sopracitata.

Nelle ultime ore è scesa in campo anche la “Vapor Technology Association” - secondo le notizie del VapingPost in un articolo a cura di Diane Caruana - la quale, a dispetto di quanto si possa immaginare, sta esortando i vapers dell’Arizona ad appoggiare la proposta di legge 1147 (Tobacco 21) che al suo interno fa una chiara distinzione tra sigarette tradizionali e sigarette elettroniche, questo, secondo l’ente, sarebbe il primo passo per non incorrere in ulteriori tassazioni generalizzate o fraintendimenti futuri.

Con l’approvazione della proposta di legge 1147 però in molti hanno dichiarato che si effettuerebbe un passo indietro rispetto alla situazione attuale e ai divieti attualmente in vigore nel paese, i quali sono stati inseriti proprio per proteggere i più giovani e soprattutto creare degli ambienti più salutari e con meno rischi legati al fumo prodotto dalla sigaretta tradizionale. Nello specifico, verrebbero attuate le seguenti modifiche:

  • Rimozione dei divieti pubblicitari inerenti al tabacco e affini nelle proprietà vicine (non più di 400 metri) a locali pubblici, scuole, fermate dei bus e altri affini;
  • Eliminazione della licenza per la vendita di tabacco, licenza che stando al mandato di Tucson è necessaria per tutte le tabaccherie e vendita al dettaglio. Con l’approvazione della T21 verrebbe eliminata;
  • Permettere la vendita di prodotti a base di tabacco anche ai negozi di alcolici attraverso dei distributori automatici privi del riconoscimento dell’età (un po’ come quelli presenti nel nostro paese ma senza verifica tramite codice fiscale).

A portare ancora più scompiglio in una situazione che risulta essere già abbastanza difficile di suo ci pensano alcuni nuovi studi riportati da diversi ricercatori dell’Arizona, i quali sostengono che il “vapore passivo” si può paragonare tranquillamente al fumo passivo e sarebbe quindi ugualmente pericoloso.

Insomma, la situazione in Arizona sembra essere davvero molto precaria e soprattutto non ancora ben delineata, con una proposta di legge che se da una parte può essere disincentivante per i minori, dall’altra risulterebbe se non altro ambigue per la permissività inerente alla vendita di tali prodotti che dovrebbero appunto disincentivati e non più facilmente reperibili.

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