A Washington i Vapers potrebbero essere soggetti a un'imposta del 60% sulle vendite grazie all' HB 2165.

Si chiama HB 2165 la nuova proposta di legge che - se approvata - aggiungerebbe un'imposta pari al 60% a carico dei distributori quando acquistano dai produttori e direttamente dai consumatori che acquistano on-line.

CASAA - Consumer Advocates for Smoke-Free Alternatives Association - (un'organizzazione senza scopo di lucro a sostegno solodei consumatori per alternative a rischio ridotto), esorta i vapers a mettersi in contatto con i legislatori locali, per opporsi a un disegno di legge che aggiungerebbe questa imposta sulla vendita di prodotti del  "vaping" a Washington, inoltre ha sottolineato che i legislatori non nascondono per niente la motivazione di tale disegno di legge in quanto quest'ultimo servirebbe proprio a generare entrate. 

L'HB 2165 è un prerequisito per l'approvazione della legislazione sul tabacco 21 - come abbiamo visto in precedenza - quindi bisogna trovare delle entrate per recuperare quanto verrà in futuro a mancare per l'attuazione del divieto di vendita di sigarette al di sotto dei 21 anni.

"Si tratta di salvare vite umane"-  aveva detto Mark Miloscia - senatore - in concomitanza con Il segretario alla salute di Washington, John Wiesman.

"I minori compresi tra i 15 ed i 17 anni accedono molto facilmente ai prodotti del tabacco o del vaping utilizzando - a volte - sia quelli dei parenti che quelli degli amici - dichiara Yasmin Trudeau dell'ufficio del Procuratore Generale -  affermando che il disegno di legge non penalizza i giovani dai 18 ai 20 anni in quanto - tale legge - non è indirizzata - e quindi non vieta - al possesso ma soltanto alla vendita di tali prodotti.

CASAA esorta la filiera americana a farsi sentire ricordando come in Pennsylvania l'attuazione di una imposta pari al 40% ha visto la scomparsa di oltre 100 rivenditori e ipotizzando che l'applicazione di questo disegno di legge porterebbe gravi danni alla filiera stessa.