Anche lo stato del Main negli stati uniti ha deciso di applicare una nuova tassa sulla sigaretta elettronica, questa volta del 43%.

La democratica Joyce McCreight ha proposto la legislazione sopracitata per lo stato del Maine "per finanziare i programmi per la cessazione dell’uso di tabacco e assicurarsi che i prodotti del settore siano tassati allo stesso modo". Il problema principale è quindi che ancora una volta la sigaretta elettronica viene equiparata a quella tradizionale, segno che nuovamente tutti gli studi fatti in merito non vengono minimamente presi in considerazione.

“La sigaretta elettronica deve essere tassata nella stessa maniera di quella tradizionale in modo tale da poter poi investire 7 milioni di dollari nel programma per la cessazione della dipendenza da tabacco. Tali entrate sono una previsione dei guadagni che arriveranno proprio dalla nuova tassazione sul vaping."

Nel 2017, Michael Pesko della Georgia State University ha scritto un articolo con Casey Warman di Dalhousie intitolato: "L’effetto dell’aumento del prezzo della sigaretta elettronica e l’uso smisurato tra i giovani"

"Solo il Minnesota aveva una tassa sulle accise sulle sigarette elettroniche durante il nostro periodo di studio. Tra la seconda metà del 2015 e la fine del 2016, altri sei Stati hanno adottato le tasse sulle sigarette elettroniche. I responsabili politici che approvano le tasse sulle sigarette elettroniche possono credere di proteggere il benessere dei più giovani, ma i nostri risultati forniscono motivo di essere cauti con questa ipotesi. Infatti, mentre le tasse in questione potrebbero ridurre l’utilizzo della sigaretta elettronica tra i più giovani, questi ultimi potrebbero essere portati ad un maggior utilizzo delle sigarette tradizionali, le quali sarebbero reperibili ad un costo inferiore. Un aumento di 1 dollaro dei prezzi delle pod precaricate per le sigarette elettroniche, ad esempio, aumenta l'uso di sigarette tra i giovani fumatori e i non fumatori di ben 4,5 sigarette extra al mese."

Questo mese, Michael Pesko ha nuovamente rianalizzato l’argomento in questione con l’aiuto di Charles Courtemanche e Johanna Maclean per il National Bureau of Economic Research.

"La riduzione del danno offerta dalle sigarette elettroniche ai fumatori può essere molto importante - il 68% dei fumatori vuole smettere, ma non può smettere con queste tasse esorbitanti. Troviamo che un aumento di 1 dollaro della tassa sulle sigarette tradizionale diminuisce il fumo e il fumo quotidiano fino al 5%, e aumenta l’utilizzo della sigaretta elettronica giornaliero fino al 13%".

Maclean ha sottolineato che le loro scoperte mostrano che qualsiasi aumento delle imposte sui prodotti del settore della sigaretta elettronica riduce l'efficienza delle tasse sul tabacco reale, "dissuadendo gli attuali fumatori dal smettere".

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