Continuano i problemi legali per JUUL negli Stati Uniti dove la compagnia con sede a San Francisco è nuovamente sotto accusa da parte del Congresso degli Stati Uniti.

Durante il congresso, il co-fondatore dell’azienda con sede a San Francisco James Monsees ha detto che la sua azienda non è nata con l’intenzione di proporre le sigarette elettroniche ai minori, ma per tutti i fumatori adulti che volevano trovare una valida alternativa alla sigaretta tradizionale e quindi riuscire a smettere di fumare.

"Dobbiamo risalire alle origini che hanno portato a questa epidemia del vaping tra gli adolescenti", - ha detto il rappresentante dell'Illinois Raja Krishnamoorthi, che presiede la sottocommissione economica per la supervisione e la riforma della Camera.

Il Democratico ha convocato due audizioni questa settimana dopo aver avviato un'indagine il mese scorso sulle pratiche commerciali, tecnologiche commerciali di JULL. Ciò che viene contestato all’azienda produttrice è la somiglianza delle confezioni delle sigarette elettroniche con quelle delle classiche sigarette Marlboro.

"Non abbiamo mai voluto copiare Marlboro," ha risposto Monsees, "L'ultima cosa che volevamo è confonderci con una grande azienda di tabacco".

Il che risulta essere difficile da credere se si considera che l'anno scorso Altria, la società madre del produttore Marlboro Philip Morris USA, ha acquistato 35% del capitale di JUUL.

Dobbiamo però ricordare che JUUL ha immediatamente (all’epoca) proceduto alla chiusura della pagina ufficiale Facebook e Instagram oltre ad aver condotto una importante azione anche nei confronti di alcuni influencer che si sono dimostrati di età inferiore a quella legale per utilizzare il loro prodotto. Inoltre ha eliminato dalla vendita di alcuni negozi fisici la sigaretta elettronica in questione per poter rendere meno accessibile quest’ultima ai giovani.

"Si tratta di un settore che ha sbagliato per molto tempo", - ha detto Monsees-  "La nostra azienda sta cercando di cambiare questo trend da cima a fondo”.

Sembra quindi non volersi fermare la bufera che è stata scatenata (in parte) da JUUL e il tanto decantato fenomeno epidemico tra gli adolescenti, non ci resta che capire se l’azienda con sede a San Francisco riuscirà a trovare una soluzione a tutto ciò.

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