C'è chi dice che sia un attacco globale al mondo del vaping, chi invece sostiene che le lobby del tabacco stiano facendo guerra al settore.

Lo stato delle Hawaii venerdì scorso ha introdotto una legge che non solo rende molto difficile l'apertura di negozi del settore "vaping" ma rende ancora più difficoltoso l'approvvigionamento di tali negozi. Punto fondamentale della legge è che il negozio potrà aprire solo alla distanza di 750 metri da scuole, parchi o uffici pubblici. Il problema fondamentale sorge in quanto nelle aree urbane del paese non c'è una spazio superiore dove aprire pertanto la legge non vieta ma ne limita l'apertura.

Questo primo progetto di legge (l'SB2304),  proposto da un gruppo di sei senatori, ha come scopo principale quello di impedire e vietare l'utilizzo di qualunque prodotto riguardante il tabacco sopratutto ai giovani. E' evidente come la limitazione si riferisce ai prodotti per il vaping ed è evidente come si voglia anche nello stato delle Hawaii bloccare e/o eliminare un settore come quello delle sigarette elettroniche. Le sanzioni per le violazioni alla legge partono da 500 dollari dal primo giorno della commissione del reato fino ad un massimo di 2000 dollari per ogni giorno successivo.

Come se non bastasse un'altro disegno di legge (l'SB2654) è destinato alla regolamentazione delle vendite on-line. Questo "progetto" emesso allo Stato ha come obiettivo l'eliminazione delle vendite on-line dei prodotti relativi al tabacco o qualsiasi cosa inerente alla vendita e/o distribuzione degli stessi, di conseguenza la vendita quindi risulta vietata a qualsiasi privato. 

Quest'ultimo disegno di legge aggiunge anche gli e-liquid alla definizione di "prodotto del tabacco" pertanto i negozi del settore "sigarette elettroniche" (vi ricorda qualcosa?) saranno equiparati alle tabaccherie e diventeranno "tabaccherie specializzate" mentre diventerà impossibile ordinare liquidi online dai rivenditori che hanno sede nello stato.