L'Indonesia ha uno dei tassi di fumo più alti del mondo e si avvia ad una tassazione del 57% sui prodotti a rischio ridotto. Come in Italia?

L'Indonesia ha uno dei tassi di fumatori più alto del mondo, il 65% degli uomini - adulti -  fuma abitualmente ed un pacchetto di sigarette costa circa 2 dollari. L'invito al fumo e la pubblicità legata ad esso è ovunque nel paese del Sudest asiatico che un tempo aveva anche il primato d'essere un paese con i tassi più alti di tossicodipendenti.

I prodotti a rischio ridotto - per smettere di fumare -  sono difficile da trovare e il paese incita volontariamente a fumare le sigarette convenzionali (si potrebbe definire un paradiso fiscale del tabacco) e negli ultimi anni si è visto  - di contro -  un notevole aumento dei negozi o venditori di sigarette elettroniche vedendo "Jakarta - capitale dell'indonesia -  dichiarare l'imposizione di un'imposta pari al 57% sulle alternative non legate al tabacco a partire da questa estate.

"Hasbullah Thabrany", esperto di salute e consulente per la Commissione nazionale per il controllo del tabacco, crede che tale politica sia compatibile con quella del tabacco lavorato.

"Rhomedal Aquino", portavoce dell'Associazione dei vaporizzatori personali indonesiani, ha dichiarato all'AFP: "Siamo d'accordo con un piano fiscale per controllare il consumo, ma un dazio del 57 percento è troppo alto - ucciderà un'industria in crescita". Lotteremo - aggiunge  -se ci sarà da far guerra la faremo.

Il ministro dell'Indonesia "Enggartiasto Lukita" ha scatenato agitazione da parte dei gruppi antifumo a novembre, quando riferendosi agli utilizzatori di sigarette elettroniche incitava, quest'ultimi, a passare al tabacco e alle sigarette tradizionali - "Dovremmo trasformare i vapers in fumatori di sigarette convenzionali", ha detto all'epoca.

 

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