Fino ad oggi non vi era tassa sulle sigarette elettroniche ma la situazione sembrerebbe cambiare drasticamente. Si sta prendendo in considerazione una tassa del 75%.

Le autorità locali stanno prendendo in forte considerazione una tassa del 75% sulle vendite all'ingrosso e l'uso delle sigarette elettroniche.

Il progetto di legge n. 1586 dell'Assemblea è stato deferito al Comitato per la salute, dove è ancora posto in esame, ed imporrebbe "un'aliquota del 75% imposta sulle vendite all'ingrosso per sigarette elettroniche e analoghi dispositivi per il fumo sostitutivi del tabacco e le loro componenti. " nonostante il fatto che le e-cig abbiano dimostrato di essere significativamente più sicure delle sigarette normali. E' questo che si evince dall'articolo di Diane Caruana - VapingPost.com - 6 marzo 2018.

Questo disegno di legge - in effetti - intende "imporre un onere fiscale in linea con un analogo onere fiscale imposto alle sigarette ai sensi della legge sulle sigarette", equiparandole -  quindi - alle sigarette tradizionali e quindi al tabacco.

Diversi stati degli Stati Uniti hanno proposto o introdotto - già da tempo - tasse sui prodotti del vaping. Tra gli stati che tassano il valore all'ingrosso, il Minnesota impone il più alto al 95%, seguito dal District of Columbia al 65%, mentre la più bassa tassa all'ingrosso si trova in California al 27,3%.

La tassa del 75% proposta nel New Jersey si applicherebbe a qualsiasi e-cig definita come "un dispositivo che può fornire nicotina, liquidi con nicotina aromatizzati e altre sostanze chimiche a una persona che inala dal dispositivo o con altri mezzi vapore di un liquido, simulando l'atto del fumo".

 

Gli esperti della salute pubblica hanno da tempo sottolineato che etichettare le alternative a rischio ridotto come prodotti del tabacco quando - invece - non lo sono, e tassarle allo stesso modo delle loro controparti invia il messaggio sbagliato agli utenti, e può impedire ai fumatori di considerare tale passaggio che potrebbe salvargli la vita.