Lanciato nel 2008 oggi è alla sua 10 edizione. Il "The Global Tobacco and Nicotine Forum 2018" si è tenuto a Londra dall''11 al 14 Settembre 2018.

Il GTNF è stato lanciato a Rio de Janeiro nel 2008. L'evento si è poi tenuto a Bangalore, in India (2010); Anversa, Belgio (2012); Città del Capo, Sudafrica (2013); West Virginia, USA (2014); Bologna, Italia (2015); Bruxelles, Belgio (2016);  New York City, USA (2017) e nel 2018 è sbarcato a Londra dall'11 al 14 Settembre 2018.

Forse nessuna altra grande città ospita contrasti così intensi tra lo storico e il futuristico. Nelle sue tradizioni, nella sua architettura e nella diversità dei suoi beni e servizi, Londra dimostra come il passato, il presente e il futuro possano prosperare insieme.

Esponenti del mondo scientifico, tecnologico, di regolamentazione, industriale ed economico hanno discusso e parlato del passato, del presente e del futuro dell'industria che va sempre più verso l'innovazione e la riduzione del danno.

"Sosteniamo attivamente il GTNF come piattaforma di scelta per la discussione e il dibattito tra tutte le parti interessate, sulle questioni globali che riguardano le industrie del tabacco e della nicotina, ora e in futuro." - commenta Michiel Reerink, vicepresidente, strategia di regolamentazione globale, JTI

Tre giorni dedicati interamente al la riduzione del rischio per discutere tutti gli aspetti che riguardano la filiera dalle sigarette elettroniche ai riscaldatori di tabacco; è stato questo 'obiettivo del 2018 del The Global Tobacco and Nicotine Forum 2018.

Tra gli ospiti più attesi c'è stato anche Riccardo Polosa, direttore del CoEHAR - Centro di Ricerca Internazionale per la Riduzione del Danno da Fumo, che ha affermato [LIAF]:

“Stiamo attraversando un periodo di cambiamento epocale e da un cambiamento come questo può nascere una grande opportunità” – ha detto Polosa intervenendo alla conferenza stampa d’apertura della manifestazione.

“Seguire questo cambiamento però – ha spiegato Polosa – significa anche monitorare i percorsi della scienza, criticarli e comunicali nel modo più corretto possibile. Purtroppo la proliferazione selvaggia di ricerche che non si basano su standard di ricerca condivisi, è un problema serio. Sono urgenti standard internazionali per un rilancio del rigore nel campo della ricerca applicata alle nuove tecnologie per la riduzione del rischio. Auspico che esperti internazionali – ha concluso – possano lavorare insieme per stabilire e sottoscrivere delle linee guida che possano garantire i più alti standard di qualità degli studi“.

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