Potrebbe sembrare strano a molti di voi, ma Philip Morris International ha deciso di intraprendere una nuova importante campagna contro il fumo intitolata “Unsmoke”.

Seppur singolare quindi, ancora una volta uno dei marchi più conosciuto al mondo nel campo delle sigarette tradizionali lancia un messaggio molto importante contro i suoi stessi prodotti.

Dobbiamo però sottolineare come la loro strada verso un "mondo senza fumo" ha visto il suo inizio proprio lo scorso anno con il lancio del sito Web "Designing a Smoke free Future", una mossa che ha suscitato commenti scettici e molti anche contrari. L’azienda afferma di essere estremamente preoccupata dal fatto che un recente studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità contro il settore dello svapo, ha affermato che entro il 2025 il numero di fumatori nel mondo rimarrà invariato.

Jacek Olczak, Chief Operating Officer di PMI, ha dichiarato che la società è pronta a fare da apripista su scala globale:

"Se non fumi, non iniziare; Se fumi, smetti; Se non smetti, cambia; Unsmoke"

La spinta principale della campagna Unsmoke è ovviamente quella di indurre i fumatori a smettere, tuttavia la Philip Morris ha anche dichiarato che non è semplice che i fumatori smettano di esistere e ci saranno sempre persone che verranno attratte dalle sigarette tradizionali. Ed è proprio per questi soggetti che l’azienda ha investito oltre 6 miliardi di dollari nelle loro "alternative” e ovviamente, attraverso il loro sito web cercano di portare i fumatori verso i loro prodotti.

Dopo il lancio della Iqos sul mercato, prodotto di cui vi abbiamo parlato in questo importante articolo, la PMI parla ora delle nuove TEEPS, un dispositivo anch’esso che si posiziona nella categoria dei riscaldatori di tabacco e a detta dell’azienda non produrrebbe alcuna combustione e produrrebbe un vapore che permette all’utente di provare una esperienza più sana rispetto alla sigaretta tradizionale.

La vera domanda ora però è la seguente: Philip Morris sta facendo tutta questa campagna mediatica per uscire realmente dal business del fumo oppure semplicemente sta facendo pubblicità a dei suoi nuovi prodotti? Questo purtroppo, almeno per il momento rimane ancora una incognita che solo il tempo potrà svelare. Dobbiamo inoltre tenere a mente delle possibili ripercussioni sull’azienda da parte degli altri competitors che potrebbero sentirsi “traditi” da questo comportamento di una delle lobby del tabacco più famose al mondo.

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