Oltre al calo di fumatori, una nuova dichiarazione rilasciata nelle ultime ore riporta che si è registrato un calo nella produzione di tabacco in Tanzania.

In alcuni recenti articoli vi abbiamo riportato interessanti dati inerenti al continuo calo di fumatori in determinati parti del mondo, e di come in alcuni casi smettere di fumare sia più semplice se si affronta il “cammino” in coppia. Oltre al calo di fumatori, una nuova dichiarazione rilasciata nelle ultime ore riporta che si è registrato un calo nella produzione di tabacco in Tanzania.

La settimana scorsa infatti, il vice direttore generale del “Tanzania Tobacco Board”, Stanley Mnozya, ha affermato che la produzione di tabacco è in declino dalla stagione agricola 2013/2014.

"Continuano ogni anno ad esserci delle importanti ondate di parassiti che distruggono sistematicamente decine di ettari di coltivazioni di tabacco, ciò non fa altro che aumentare i costi di produzione e del successivo raccolto", ha affermato Mnozya.

Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una riunione convocata per discutere le varie possibilità di rilancio della produzione del tabacco e di conseguenza cercare nuovi papabili mercati. Nello specifico, Mnozya ha dichiarato che si è registrato un calo da 105 milioni di chilogrammi nel 2013/2014 a 93 milioni di chilogrammi nel 2014/2015, successivamente il declino è continuato senza raggiungendo i 72 milioni di chilogrammi nel 2015/2016, 60 chilogrammi nel 2016/2017 per arrivare infine ai 50,5 milioni di chilogrammi nel 2017/2018.

Mnozya ha spiegato inoltre che una delle sfide più difficili che i produttori devono affrontare è la bassa richiesta di tabacco dovuta al calo dei tassi di fumatori nel mondo. Le economie di un certo numero di paesi più “poveri”, in particolare alcuni paesi asiatici e africani, dipendono quasi nella totalità dalla coltivazione del tabacco, e proprio la Tanzania risulta essere il secondo produttore di tabacco in Africa, dopo il Malawi.

A tal fine, un articolo del 2018 su “The Hill”, aveva sottolineato come il paese debba al più presto adottare misure importanti e “rivoluzionarie”per evitare il disastro economico del paese e delle aziende, inoltre proprio queste ultime dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di passare dalla coltivazione del tabacco a quella di prodotti agricoli.

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