Negli ultimi sei anni, i tassi di fumo australiani si sono stabilizzati. Un adulto su sette fuma ancora e il fumo rimane la principale causa di morte e malattia in tutta l'Australia.

A quanto pare quindi aiutare un adulto australiano a smettere di fumare sembra risultare più difficile rispetto agli altri paesi, nei quali (Regno Unito per primo) si continuano a registrare tassi di abbandono molto alti. Spesso però non è solo da imputare una mancanza di impegno da parte dei fumatori, ma anche da parte degli esponenti politici e medici che sembrano non voler investire su di una importante pubblicità che metta in guardia i fumatori e soprattutto li sensibilizzi per poi accompagnarli verso la strada dei prodotti a rischio ridotto.

Dobbiamo inoltre ricordare però che l’Australia adotta una politica davvero molto severa nei confronti della sigaretta elettronica, quest’ultima infatti non può essere commercializzata o anche solo utilizzata. Questo ovviamente fa si che i cittadini australiani non possano effettivamente avere una alternativa più salutare alla sigaretta tradizionale.

La maggior parte delle organizzazioni sanitarie australiane adottano un approccio precauzionale, concentrandosi sui potenziali rischi del vaping, come possibili effetti a lungo termine sulla salute, l’utilizzo da parte dei giovani e la possibilità che quest’ultima porti ad una nuova tipologia di dipendenza.

La sigaretta elettronica come sappiamo è il miglior prodotto per smettere di fumare attualmente sul mercato, ciò non significa che sia un prodotto sano e che non possa comportare alcun rischio, perché all’interno comunque vengono utilizzati liquidi contenenti nicotina, la quale è una sostanza nociva. Per il singolo fumatore però, il passaggio alla sigaretta elettronica comporta una notevole riduzione dell'esposizione alle tossine, una riduzione dei biomarcatori tossici, un miglioramento della salute e notevoli risparmi finanziari.

Possiamo quindi affermare che un prodotto come la sigaretta elettronica, che ha già salvato la vita di milioni di persone in tutto il mondo dovrebbe ricevere maggiori attenzioni da parte dei media, degli esponenti medici e politici, cosa che purtroppo attualmente in Australia (ma anche nella maggior parte degli altri paesi) non sta avvenendo.

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