L'ignota malattia polmonare varca i confini dell'Europa con il suo "primo" ed "ipotetico" caso che risalirebbe a gennaio 2019 ma soltanto adesso reso noto dalle Tv svizzere.

Nessuna generalità ma soltanto l'età (44 anni) viene portata a conoscenza dai media svizzeri (a rivelarla è la SRF, il network svizzero pubblico della Svizzera con un servizio rilanciato poi dal sito web del quotidiano on line TIO.CH). La donna è stata ricoverata presso l'ospedale cantonale di Winterthur nel mese di gennaio scorso a causa di gravi problemi respiratori. Soffriva di asma, dispnea, catarro e insufficienza respiratoria ed il medico, lo pneumologo, che la seguiva, dato l'utilizzo della sigaretta elettronica da parte della signora, ha ben pensato di dare la colpa al dispositivo.

Lo pneumologo curante Macé Schuurmans ha così commentato alla SRF , il network svizzero pubblico della Svizzera:

"Aveva la minima pressione, grave dispnea, espettorato e una funzione polmonare molto, molto scarsa. È stato urgente. Il nostro paziente soddisfa la maggior parte dei criteri. Il paziente è stato fortunato. E' stato curato in una fase relativamente precoce e siamo riusciti a fermare il problema in anticipo. Quindi non è arrivato a uno sviluppo drammatico."

Finora, non è chiaro quali ingredienti potrebbero rendere la sigaretta elettronica così pericolosa. Il paziente svizzero fumava un prodotto senza nicotina con aromi del normale commercio svizzero ed alcuni aromi sono sospettati di essere la causa del danno polmonare. 

Nei casi peggiori negli Stati Uniti, gli oli contenenti cannabis sono al centro delle indagini, sebbene altre cause non siano ancora escluse.

 

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