Si fa presto a dare la colpa al THC ma bisogna dare un'informazione corretta sul metodo di lavorazione illegale del prodotto stesso che presuppone che i liquidi per sigarette elettroniche siano stati contaminati da agenti esterni ad opera di spacciatori irresponsabili.

Nel mercato illecito delle droghe non esiste una cosa come il controllo di qualità e il motivo è facilmente intuibile. Quasi sempre il venditore di strada o lo spacciatore non conosce la qualità e neanche la quantità di principio attivo presente nel “prodotto” che sta vendendo.

Gli usi "leciti" della cannabis, come riporta Wikipedia, sono molteplici e le proprietà farmacocinetiche variano in funzione della dose assunta e della modalità di assunzione, inoltre ha una storia millenaria condivisa da molte culture nel mondo. Gli impieghi della cannabis ad uso medico sono presenti in studi clinici controllati e studi osservazionali, nelle revisioni sistematiche e nelle metanalisi della letteratura internazionale indicizzata. Le indicazioni terapeutiche variano da analgesico per malattie quali sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale, dolore cronico (in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace), effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV, che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali, ffetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali, broncodilatatore nelle crisi di asma e/o riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Tourette.

I casi di malattie polmonari negli Stati Uniti, che sono arrivati ormai a superare quota 800 con ben 16 decessi, hanno portato alla luce un mercato nero di vendita illegale di liquidi al THC che, secondo indagini effettuate sia dalla FDA che dal CDC ed anche dalla NBCnews, hanno al loro interno anche additivi e sostanze chimiche dannose per l'organismo umano. Vediamo nel dettaglio perché vengono usate queste sostanze nei liquidi e perché dire che il THC è responsabile dei problemi americani è errato.

Il motivo principale che potrebbe spingere uno spacciatore di liquidi per sigarette elettroniche ad adulterare il THC (ricordiamo: il delta-9-tetraidrocannabinolo è uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis e può essere considerato il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi) che vende è quello di aumentare il peso, volume o effetto e, quindi, ottenere maggiori profitti.

Aumentarne la potenza, vale a dire utilizzando altre sostanze che ne alterino le normali funzioni, è una delle pratiche che viene illegalmente adottata nel mercato nero della vendita di questi prodotti. Alcuni composti alcaloidi possono essere dissolti in alcool e fatti evaporare su materiale vegetale o miscelati direttamente nel liquido o olio derivato.

Il problema dunque è principalmente nell'estrazione del THC o nella miscelazione post estrazione. Alcuni metodi vengono spesso utilizzati per potenziare le foglie con queste sostanze che possono essere meno facili da rilevare fino a quando non si fumano e non si sentono i loro reali effetti; nel caso dei liquidi da inalazione la presenza di determinate sostanze che alterano il THC è possibile rilevarla con esami approfonditi di laboratorio; rimane dubbio se l'alterazione avviene prima o dopo l'estrazione.

Modificare la presenza di THC o modificare l'olio di THC ottenuto dall'estrazione (o modificare il prodotto prima di quest'ultima) assolve principalmente a queste funzioni:

  • aumentarne il volume, il peso e quindi guadagnare di più dalla vendita della sostanza;
  • migliorare gli effetti della sostanza, quando questa è di bassa qualità;
  • alterare il composto in modo che questo sia meno riconoscibile dai controlli delle forze dell’ordine;

Sono tutte modifiche illecite del prodotto in quanto - per fare un esempio - il 6 settembre, uno studio pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine, ha cercato di fare un quadro della situazione, scrivendo che nel solo mese di agosto 2019 sono stati ricoverati negli Usa 215 pazienti per casi di disfunzioni respiratorie acute in seguito al consumo di liquidi per sigarette elettroniche e che “circa l‘80% delle persone che hanno svapato e si sono ammalate hanno riferito di aver usato sia prodotti a base di nicotina che tetraidrocannabinolo (THC) o cannabidiolo (CBD)”.

Inoltre dalle svariate analisi condotte, nel tempo, sul contenuto delle “vendite illegali da strada” si è messo in evidenza come oltre a sostanze inerti quali amido, lattosio, talco, vengano utilizzate per il “taglio” altre droghe o addirittura sostanze velenose quali stricnina o cianuro. E' possibile pertanto che proprio queste sostanze siano state usate per aumentare la potenza del liquido al THC così come ha evidenziato la NBC news in una sua recente inchiesta.

A fare luce sulla controversa questione del taglio del THC in maniera del tutto illegale è stato Jacob Borodovsky, un epidemiologo della Washington University School of Medicine di St. Louis che in una intervista al Time ha dichiarato:

“Per produrre il liquido per le sigarette elettroniche, il THC viene sospeso in una soluzione oleosa che include anche sostanze chimiche utili a modificare il sapore o la consistenza della miscela che gli utenti inalano. Credo che i problemi polmonari non siano causati dal THC stesso, ma nel modo in cui questo è preparato”. Insomma, il problema andrebbe ricercato eventualmente nel modo in cui il THC viene lavorato e in come si lega chimicamente alle altre sostanze presenti nelle sigarette elettroniche.

Sotto inchiesta oltre il cianuro è anche l'acetato di Vitamina E, un additivo non autorizzato ma ritrovato in molti composti per la vaporizzazione a base di cannabis ma non in tutti quelli che hanno inalato le persone sentitesi male. L’acetato di vitamina E è al momento un possibile indiziato in virtù della presenza riscontrata nella maggior parte dei campioni analizzati, ma ciò non implica necessariamente un nesso causale tra la sostanza e i casi di malattia.

Il consumo di liquidi al THC e l'utilizzo delle sigarette elettroniche, anche da parte dei minori, è in continuo aumento negli Stati Uniti e forse è stato questo il campanello d'allarme che ha spinto il mercato nero a farsi avanti in un mercato fiorente di riduzione del danno da fumo in quanto i numeri sono da capogiro. Nei dispensari, o negozi, legali le vendite di composti di marijuana  per le sigarette elettroniche è aumentato del 78% tra il 2017 ed il 2018. Secondo il rapporto di Arcview Market Research in collaborazione con BDS Analytics , entro il 2022 le vendite di cannabis concentrata dovrebbero quasi raggiungere quelle delle infiorescenze, con un giro di affari di 8,4 miliardi di dollari.

Inoltre, e forse è il problema più grande, anche negli stati dove la cannabis è legale una gran parte del commercio rimane in mano a canali illegali. In California, ad esempio, quasi 2 dispensari su 3 sono del tutto illegali e vendono anche concentrati di cannabis per sigarette elettroniche prodotti da aziende prive di autorizzazione. Su tutti questi prodotti non esiste controllo.

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