The E-cigarette summit-Science, regulation & public health: "Questo modello ha portato ottimi risultati come hanno dimostrato molti studi, quindi la sigaretta elettronica può essere utile ad aiutare anche i fumatori italiani nell'abbandonare le sigarette".

La sigaretta elettronica è uno dei punti di forza dei programmi del governo inglese per aiutare i fumatori a smetter di fumare e passare ad alternative più sicure del 95%, Nel 2018 a fronte di 7,2 milioni di fumatori, 3,2 milioni erano gli utilizzatori della sigaretta elettronica.

Nel luglio 2019 il governo inglese ha annunciato un piano per creare una generazione libera dal fumo dal 2030 e Public Health England ha evidenziato come le sigarette elettroniche sono per il 95% meno dannose di quelle tradizionali.

Della possibilità che questo modello 'Made in Uk' possa essere esportato anche in Italia, ha parlato all'Adnkronos Salute Linda Bauld, docente di salute pubblica dell'Università di Edimburgo, tra i relatori del 'The E-cigarette Summit', in corso a Londra alla Royal Society.

"Nel vostro Paese ci sono ancora molti fumatori e il fumo è ancora la causa di molte malattie prevedibili. Le autorità sanitarie italiane non stanno facendo ancora abbastanza per aiutare i fumatori a smettere - afferma - Ci sono alcuni centri anti-fumo dove è possibile ricevere aiuto ma non sono abbastanza, quindi se dovessimo suggerire un modello dovrebbero innanzitutto esserci degli spazi dove le persone possano ricevere i consigli e le valide opzioni alternative alle sigarette. In Gran Bretagna una di queste, oltre alle terapie farmacologiche, è la sigaretta elettronica".

"Il nostro modello infatti - prosegue Linda Bauld - incoraggia i medici di famiglia a parlare con i pazienti fumatori della possibilità di usare la e-cig per smettere o provarci. Questo modello ha portato ottimi risultati come hanno dimostrato molti studi, quindi la sigaretta elettronica può essere utile ad aiutare anche i fumatori italiani nell'abbandonare le sigarette"

"Il Regno Unito ha una delle legislazioni più avanzate per il controllo del tabacco e il Paese è al primo posto nella classifica delle nazioni che meno si fanno influenzare dall'industria del tabacco - ricorda Bauld - Abbiamo puntato su ricerca, regolamentazione e comunicazione. I decisori politici sono informati sulle ricerche condotte nel settore, c'è un meccanismo molto efficiente di sorveglianza e un monitoraggio dei dati con programmi nazionali che analizzano i consumi e le abitudini dei fumatori grazie anche all'impegno di associazioni no-profit. Sono 57 gli studi sulle sigarette elettroniche sovvenzionati dal Cancer research Uk dal 2014. Le ricerche - conclude - ci dicono che questi dispositivi possono essere utili. È importante poi il ruolo dei media, soprattutto quello scientifico, nel comunicare correttamente le informazioni. E poi il lavoro che possono fare i medici con i loro pazienti fumatori se formati ben sull'argomento".

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