Spagna: La campagna pubblicitaria ha mietuto le prime vittime. 4 su 10 vapers sono tornati a fumare.

In Spagna la campagna pubblicitaria che assimila al fumo anche gli strumenti di riduzione del danno, come le sigarette elettroniche, ha riportato alle sigarette tradizionali ben 4 vapers su 10.

La Campagna pubblicitaria (corredata da video) partita qualche tempo fa in Spagna ha già mietuto le prime vittime che sono tornate alle sigarette tradizionali lasciando il mondo delle sigarette elettroniche. Dall'inizio di settembre, lo spot televisivo del Ministero della Salute spagnolo ha dichiarato che lo svapo è una forma di tabacco:

 "Il fumo si aggrappa e ti uccide in tutte le sue forme." - commentava lo spot - "Solo il 34% degli studenti pensa che lo svapo possa causare molti problemi di salute" , ha dichiarato la delegata del governo Azucena Martí al lancio della campagna il 4 settembre.

Dopo il lancio, la reazione degli spagnoli non si è fatta attendere molto ed il 16 settembre 2019, l'associazione dei vapers Anesvap e l'unione di professionisti indipendenti Upev hanno organizzato una manifestazione a Madrid. 

Diverse centinaia di sostenitori della cessazione protestarono davanti al Ministero della Salute inneggiando slogan che dichiaravano: 

"I tuoi spot costeranno vite umane" .

Un sondaggio della società di ricerca Deskmind pubblicato pochi giorni fa conferma la triste previsione: l'opinione negativa sullo svapo è aumentata mentre quella verso il tabacco è diminuita tra gli stessi vapers spagnoli. Il sondaggio ha intervistato 760 vapers (il tutto on-line) all'inizio di novembre: l'8% ha smesso di svapare e il 29% ha ridotto l'utilizzo ma allo stesso tempo ha aumentato il consumo di sigarette tradizionali.

"L'assimilazione dello svapo al tabacco provoca il ritorno dei vapers al tabacco", afferma Deskmind.

 
Inflessibile, Maria Luisa Carcedo (in foto), Ministro della Sanità, di fronte alla manifestazione svoltasi il 16 settembre dichiarando che "nessuno studio ha dimostrato che le sigarette elettroniche aiutano a smettere di fumare", "Siamo consapevoli che lo svapo non è lo stesso del tabacco, ma la maggior parte contiene nicotina ed è un facile accesso al tabacco", ha affermato Pilar Campos, vicedirettore e portavoce del Ministro della Salute.
 

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Spagna: La campagna pubblicitaria ha mietuto le prime vittime. 4 su 10 vapers sono tornati a fumare.

In Spagna la campagna pubblicitaria che assimila al fumo anche gli strumenti di riduzione del danno, come le sigarette elettroniche, ha riportato alle sigarette tradizionali ben 4 vapers su 10.

La Campagna pubblicitaria (corredata da video) partita qualche tempo fa in Spagna ha già mietuto le prime vittime che sono tornate alle sigarette tradizionali lasciando il mondo delle sigarette elettroniche. Dall'inizio di settembre, lo spot televisivo del Ministero della Salute spagnolo ha dichiarato che lo svapo è una forma di tabacco:

 "Il fumo si aggrappa e ti uccide in tutte le sue forme." - commentava lo spot - "Solo il 34% degli studenti pensa che lo svapo possa causare molti problemi di salute" , ha dichiarato la delegata del governo Azucena Martí al lancio della campagna il 4 settembre.

Dopo il lancio, la reazione degli spagnoli non si è fatta attendere molto ed il 16 settembre 2019, l'associazione dei vapers Anesvap e l'unione di professionisti indipendenti Upev hanno organizzato una manifestazione a Madrid. 

Diverse centinaia di sostenitori della cessazione protestarono davanti al Ministero della Salute inneggiando slogan che dichiaravano: 

"I tuoi spot costeranno vite umane" .

Un sondaggio della società di ricerca Deskmind pubblicato pochi giorni fa conferma la triste previsione: l'opinione negativa sullo svapo è aumentata mentre quella verso il tabacco è diminuita tra gli stessi vapers spagnoli. Il sondaggio ha intervistato 760 vapers (il tutto on-line) all'inizio di novembre: l'8% ha smesso di svapare e il 29% ha ridotto l'utilizzo ma allo stesso tempo ha aumentato il consumo di sigarette tradizionali.

"L'assimilazione dello svapo al tabacco provoca il ritorno dei vapers al tabacco", afferma Deskmind.

 
Inflessibile, Maria Luisa Carcedo (in foto), Ministro della Sanità, di fronte alla manifestazione svoltasi il 16 settembre dichiarando che "nessuno studio ha dimostrato che le sigarette elettroniche aiutano a smettere di fumare", "Siamo consapevoli che lo svapo non è lo stesso del tabacco, ma la maggior parte contiene nicotina ed è un facile accesso al tabacco", ha affermato Pilar Campos, vicedirettore e portavoce del Ministro della Salute.
 

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