La BMA, l'organizzazione professionale dei medici, fa dietro Front e La Nuova Zelanda approva in parte, Indonesia no comment...

foto prelevata dall'archivio di Vaping360 - [http://vaping360.com/stealth-vaping/

Mentre in italia si cerca di tassare e far regredire un settore in continua espansione che crea non solo posti di lavoro e fa bene alla salute ma porta anche introiti nelle casse dello Stato ecco che appare oggi 1 dicembre sul sito web del quotidiano "VapingPost.com" un articolo (Progress in New Zealand and UK, but Indonesia tells vapers to smoke - https://www.vapingpost.com/2017/12/01/progress-in-new-zealand-and-uk-but-indonesia-tells-vapers-to-smoke/ - Fergus Mason - 1 Dicembre 2017) dove viene pienamente spiegato come la Nuova Zelanda cerchi una politica antifumo adeguata e come invece L'Inghilterra ha già da tempo attuato tale politica, L'indonesia? un caso proprio a parte.

Ecco cosa accade , ad oggi, in Nuova Zelanda:

La professoressa Marewa Glover della Massey University di Auckland (esperto in salute pubblica) mette a confronto le politiche antifumo (disastrose) della Nuova Zelanda con l'attuale situazione del Regno unito dove mentre quest'ultimo incoraggia le persone a passare alle sigarette elettroniche, come alternativa alla classica sigaretta, la Nuova Zelanda  - sottolinea la professoressa nell'articolo - creando restrizioni e livelli di tasse altissime è riuscita a diminuire dagli anni 70 ad oggi solo dello 0,5% il livello di utilizzatori di sigarette tradizionali. Potrebbe - dice la Glover - incoraggiare con dei buoni di acquisto - per esempio - l'acquisto di alternative alle sigarette come quelle elettroniche.

Boyd Broughton di Action on Smoking and Health (un'associazione creata nel 1971 che è in prima linea nella lotta per proteggere le persone dagli effetti dannosi del tabacco) non è d'accordo con quanto affermato e si oppone anche nel testare quei prodotti - come le sigarette elettroniche -  che servono per smettere di fumare dichiarando che non sarebbe giusto testare ed approvare prodotti che farebbero guadagnare una società nella - loro - vendita. (Progress in New Zealand and UK, but Indonesia tells vapers to smoke - https://www.vapingpost.com/2017/12/01/progress-in-new-zealand-and-uk-but-indonesia-tells-vapers-to-smoke/ - Fergus Mason - 1 Dicembre 2017 ) 

Ed Ecco invece cosa accade nel Regno unito (UK) e cosa dice la BMA

La BMA (British Medical Association, l'organizzazione professionale dei medici) è una organizzazione  - fino ad oggi - ostile al vaping che si è fatta largo proprio come oppositore alla riduzione del danno da " fumo". Oggi cambia idea pubblicando un documento intitolato "E-cigarettes: Balancing risks and opportunities" - come si evince dall'articolo di vapingpost.com (Progress in New Zealand and UK, but Indonesia tells vapers to smoke - https://www.vapingpost.com/2017/12/01/progress-in-new-zealand-and-uk-but-indonesia-tells-vapers-to-smoke/ - Fergus Mason - 1 Dicembre 2017 ) . LA BMA riconosce che ci sono notevoli consensi - studi ed utilizzi -  che tendono a far comprendere che le sigarette elettroniche possano essere una valida alternativa all'uso tabacco, cosa alquanto "strana" dato che proprio la BMA ha da sempre NON raccomandato ai medici di dare come alternativa tali dispositivi cercando di vietarne proprio l'utilizzo pubblico. Il documento pubblicato mercoledì 29 - A detta di Fergus Mason autore dell'articolo) mostra un passo avanti rispetto alle loro precedenti posizioni - a dir poco estreme - pubblicando anche (all'interno di tale documento) dei richiami al fatto che non solo non vi è nessuna prova che il vapore delle sigarette elettroniche nuoce alle persone attorno ai vapers ma che anche non c'è prova che gli aromi/liquidi usati possano provocare danni.

In Indonesia come in Italia (tra poco)

L'Indonesia ha uno dei più alti tassi di fumatori al mondo, e cerca di stringere il cappio ai prodotti per la riduzione del tabagismo. I venditori - di tali dispositivi e liquidi -  devono ottenere una serie spropositata di licenze da una burocrazia non perfettamente funzionante. 

In una dichiarazione il ministro degli affari Enggartiasto Lukita ha dichiarato che non vi è nessun nesso tra la chiusura dei negozi di "vaping" e la tutela della salute pubblica, affermando  - di contro -  che si dovrebbe regolarmente fumare invece di cercare alternative al fumo. L'Indonesia si rifiuta di aderire alla Convenzione dell'OMS relativa alla riduzione del danno da fumo in quanto le tasse sul tabacco sono molto redditizie e la riduzione del fumo sarebbe un duro colpo per le casse dello stato. Inoltre si trova al secondo posto nel mercato di sigarette in ASIA seconda solo allaCina dove si fuma di più ma il tabacco è coltivato localmente. (Progress in New Zealand and UK, but Indonesia tells vapers to smoke - https://www.vapingpost.com/2017/12/01/progress-in-new-zealand-and-uk-but-indonesia-tells-vapers-to-smoke/ - Fergus Mason - 1 Dicembre 2017 )