Laura Rosen del Department of Health Promotion della Tel Aviv University (Israele) ammette, nel corso della Conferenza internazionale di Parigi sulla riduzione del danno nelle malattie non trasmissibili, che le sigarette elettroniche sono una opportunità per la riduzione del danno.

La scienza è divisa e il dibattito è ancora aperto; ma se chi da un lato approva le sigarette elettroniche come strumento di riduzione del danno da fumo, dall'altro le polemiche dopo l'ultimo rapporto dell'OMS non si placano. Se ne è parlato ancora a Parigi, in occasione della Conferenza internazionale sulla riduzione del danno nelle malattie non trasmissibili che dopo l'intervento del Dott. Peter Harper, vede un altra esperta a favore degli strumenti a rischio ridotto.

“Smettere di fumare è davvero importante. Nel secolo scorso abbiamo avuto 100 milioni di morti nel mondo legate al tabacco e per questo secolo le cose non andranno meglio: avremo un miliardo di decessi correlati al fumo”, ha commentato Laura Rosen del Department of Health Promotion della Tel Aviv University (Israele). 

“Oggi – aggiunge Rosen – sappiamo che i danni da fumo sono collegati alla combustione e abbiamo a disposizione diversi device pensati per aiutare a smettere. Farlo, infatti, aumenta fino a 10 anni l’aspettativa di vita. Ma quanto sono efficaci i device disponibili? Una metanalisi di 61 studi ha mostrato che, con le terapie sostitutive a base di nicotina, dopo 4 anni il 14% di chi aveva tentato era riuscito a smettere. Un risultato c’è, ma tutto sommato migliorabile. La nicotina è la sostanza che causa dipendenza, ma i danni sono causati dalla combustione. Occorre trovare nuove tecnologie per somministrare nicotina in modo più sicuro, tecnologie gestite dai medici e inaccessibili ai giovanissimi“.

“Bisogna smettere di fumare – ha di nuovo aggiunto Laura Rosen -, implementare le politiche di contrasto, tutelare i giovanissimi e contrastare il fumo passivo. Ma i dati che abbiamo sulle e-cig e sul tabacco riscaldato ci dicono anche che questi prodotti espongono in modo sostanzialmente ridotto alle sostanze tossiche. Occorrono più dati a lungo termine per valutare appieno le sigarette elettroniche”.

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