Il fumo era e resta la principale causa di decessi prematuri in Europa.
Questo il dato che è emerso, nella giornata di ieri, a Parigi, ove è stato presentato alla platea il nuovo rapporto Ocse “Health at a Glancè”.
Tossicodipendenza, incidenti, alcol: nulla regge i nefasti numeri delle bionde che nel vecchio Continente continuano a macinare, anche entro la fascia giovanile della popolazione, un corposo e preoccupante numero di morti.
Stando al menzionato report annuale, nel dettaglio, il fenomeno tabagismo resta la principale causa di morti premature nell’area Unione europea, con circa 700.000 decessi nei dodici mesi.
Un decimo di tutte le morti fumo-correlate, quindi, che si hanno annualmente su scala planetaria, riguardano persone relativamente giovani e residenti nel Vecchio Continente.
Cancro a carico dei polmoni, in primo luogo, e malanni a carico dell’apparato cardiocircolatorio ma anche patologie di tipo respiratorio cronico (vedi Bpco): sono queste le morbilità principalmente innescate da anni e anni di pratica con il fumo.
Nonostante le attività di sensibilizzazione che si sono poste in essere negli ultimi anni e che hanno portato ad una obiettiva riduzione dei tassi di fumo, resiste la condotta di circa un quinto degli adulti che è fumatore quotidiano.

MORTE MEDIAMENTE QUATTORDICI ANNI PRIMA

E che rischia di pagare in termini di anni di vita.
Circa la metà di quanti vengono meno a causa delle sigarette classiche, infatti, lo fa – come detto – prematuramente.
E lo fa mediamente 14 anni prima rispetto all’età di aspettativa.
Capitolo geografia: nei Paesi della Scandinavia (Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia) si fuma di meno; Di più in Grecia, in Bulgaria ed in Ungheria.
E sempre le Nazioni nordiche, unitamente ai Paesi Bassi, all’Irlanda ed all’Estonia hanno conseguito i risultati maggiormente significativi, in termini si smoking cessation, tra gli adulti.
Il consumo risulta essere maggiore tra gli uomini – sempre come da ultimi dati Ocse – sebbene in alcuni Stati, quali Regno Unito, Norvegia e Islanda, vi sia un livellamento sostanziale tra i due sessi.
Divario, invece, decisamente più ampio – in termini di maggior fumo maschile – in Lituania, Cipro e Romania.