Non è una invenzione ma è il rapporto annuale pubblicato ieri dall'Office for National Statistics "Adult Smoking Habits in Gran Bretagna" - anche se non troppo allarmante.

I tassi di fumo tra i giovani sono diminuiti ulteriormente tra i giovani ma negli adulti - per la prima volta da anni - sono leggermente aumentati; un aumento nettamente previsto dagli esperti che hanno spiegato in passato a VapingPost.com come la Gran Bretagna dopo la Brexit avrebbe dovuto prendere in considerazione l'eliminazione dei regolamenti TPD sulle sigarette elettroniche. Tali regolamenti - secondo gli esperti - hanno portato uno stallo sulla cessazione del fumo piuttosto che regolarlo in maniera positiva portando ad una rapita flessione del numero di fumatori che passano al vaping. La stessa PHE ha apertamente dichiarato che le sigarette elettroniche come strumenti di cessazione sono notevolmente più sicure constatando che il numero di fumatori - ogni anno - si è sempre più ridotto.

Anche se da poco l'Inghilterra stessa ha visto - grazie al rapporto “Statistics on smoking, England: 2018” pubblicato da NHS Digital - l'evidenziarsi di un calo dei fumatori di circa 1,6 milioni dal 2011 al 2017 i dati devono essere raccolti ed elaborati proprio in virtù del passaggio dal 2016 al 2017, dove in virtù di tale rapporto (2011-2017) si ha avuto un calo; ma proprio relazionandoci all'attuale rapporto dell' ONS tra il 2016 ed il 2017 si ha avuto un piccolo aumento proprio negli adulti, le cose hanno preso una svolta sbagliata e le percentuali di fumo sono aumentate dal 16,1% nel 2016 al 16,8% nel 2017.

"La rapida crescita dell'uso di sigarette elettroniche si è conclusa; mentre oltre un terzo dei fumatori non ha mai provato sigarette elettroniche, dicendo che i motivi principali sono la preoccupazione per la sicurezza e la dipendenza dalla nicotina. È molto importante che i fumatori si rendano conto che lo svapo è molto, molto meno dannoso del fumo. "Ha dichiarato ASH (Action on Smoking and Health) in un comunicato stampa la scorsa estate.

Gli esperti pertanto analizzano l'unica - secondo loro - causa di questo possibile aumento e la ritrovano nei regolamenti TPD, i quali vietano la vendita di e-liquid con nicotina superiore a 20mg/ml a flacone. Gli esperti evidenziano anche che in effetti anche la cattiva pubblicità (generalizzata nel mondo) ha portato ad una non comprensione della verità sulle sigarette elettroniche come strumento di riduzione del danno.

Secondo un recente studio condotto da diversi ricercatori, finanziati dalla Cancer Research UK  e pubblicati nella rivista Addiction , i nuovi vapers che iniziano con bassi livelli di nicotina userebbero le loro e-cigs più spesso e più intensamente di quelle che iniziano con alti livelli di nicotina, aumentando il rischio di esposizione a potenziali tossine nel vapore.

Ebbene, proprio in virtù di questo studio gli esperti - in relazione al rapporto - constatano che il processo di passaggio dal fumo al vaping si effettua anche il relazione alla quantità di nicotina che viene inalata e lo "svezzamento" avviene con dosi di nicotina alte che colui che vuole smettere non trova proprio per la limitazione imposta dalla TPD. Questo valore di "blocco" dei liquidi porta ad un minor coinvolgimento del fumatore per il vaping che vede un ostacolo nella cessazione.

La ricercatrice, dottoressa, Lynne Dawkins -  Centre for Addictive Behaviours Research ed autrice dello studio cui sopra -  ha affermato che i dati, che ha compilato personalmente, hanno indicato che i vapers stanno compensando la mancanza di nicotina svapando di più aggiungendo che non vede motivazione per tale limitazione se rientrante nei limiti della possibilità di scegliere dosi idonee per aiutare più persone a smettere di fumare. 

"Non c'è alcuna motivazione per quel limite - mi sembra arbitrario. Non ci sono prove di aumento dei danni della nicotina per livelli superiori a 20 mg / ml. Alla luce delle ricerche del nostro gruppo, se riduci la forza che compensi, è costoso dal punto di vista finanziario e ha un costo sanitario ", ha affermato Dawkins.

I parlamentari inglesi sono stati invitati a pensare a questo effetto (rimozione dei regolamenti TPD) ma non solo; sono stati anche incoraggiati all'introduzione dei prodotti HnB (riscaldatori di tabacco) grazie ad un appello del Professore di patologia della St. Andrews University e presidente del comitato consultivo del governo sulla cancerogenicità delle sostanze chimiche negli alimenti, nei prodotti di consumo e nell'ambiente che ha riferito come i prodotti a tabacco riscaldato hanno portato all'evidenza di una esposizione minima a sostanze cancerogene:

"I prodotti Hnb mostrano una diminuzione del 90-95% delle sostanze chimiche cancerogene nell'inalazione . Alcuni sono scomparsi, alcuni sono diminuiti della metà".

Purtroppo il 2017 - a quanto pare -  è stato un anno di vittorie generali del vaping ma anche di problemi relativi alle disposizioni Europee; è stato l'anno in cui è partito il progetto del pacchetto neutro oltre alla direttiva TPD che ci ha sicuramente messo del suo a limitare l'accesso per chi vuole smettere di fumare alle sigarette elettroniche. per la prima volta però - anche se di piccola entità -  si ha avuto un 

Il 2017 è stato l'anno in cui è iniziato con efficacia il semplice imballaggio e la direttiva sui prodotti del tabacco. Nel frattempo, il Regno Unito era sulla buona strada già sperimentando il minor numero di fumatori mai registrati . Purtroppo, per la prima volta dall'avvento delle e-sigarette, le cose hanno preso una svolta sbagliata e le percentuali di fumo sono aumentate dal 16,1% nel 2016 al 16,8% nel 2017.