Lo studio si basava, essenzialmente, sulla ricerca di nicotina in liquidi venduti come "neutri". I ricercatori hanno trovato anche tracce di agenti contaminanti.

Il Medical Journal of Australia (MJA) riporta un articolo, questa settimana, in cui i ricercatori (Chivers, Janka, Franklin, Mullins e Larcombe) affermano di aver scoperto agenti contaminanti indesiderati in campioni di liquidi per sigaretta elettronica. Successivamente alla pubblicazione della ricerca l'associazione australiana per la riduzione del danno da tabacco (ATHRA) chiede maggiori norme che regolino l'immissione sul mercato dei liquidi da inalazione anche se per quanto riguarda la ricerca pubblicata mette in discussione i livelli presenti interpretando la presenza di tali agenti soltanto uno scarso controllo di qualità.

Tornando alla ricerca effettuata, che si basa su 10 campioni acquistati contenenti - secondo quanto descritto - liquido senza nicotina i ricercatori affermano:

"Le migliaia di e-liquid disponibili contengono vari eccipienti, nicotina, aromi e altri additivi. C'è poca o nessuna regolazione nella loro fabbricazione, e sono stati identificati ingredienti potenzialmente pericolosi e livelli errati di nicotina. "

Il team di ricercatori afferma che nei liquidi "senza nicotina" acquistati sono state trovate tracce di nicotina presente a livelli 1.3, 1.4  e 2.9 mg/ml oltre ad agenti contaminanti quali "2-clorofenolo", "2-amino-ottanoico", "Acidi esadecanoici" e "Acidi ottadecanoici".

"L'acido 2-ammino-ottanoico è un metabolita che si trova occasionalmente nel sangue dei mammiferi, nelle urine e nelle feci; la sua presenza può indicare la contaminazione da parte di sostanze biologiche durante la fabbricazione " - commentano i ricercatori

Il professore Larcombe, principale autore dello studio, ritiene che gli utenti acquistano questi liquidi inconsapevoli di ciò che c'è presente nel flacone e non dovrebbero basarsi solo sull'etichetta anche se ritiene "improbabile" e alquanto "impossibile" che l'utente finale possa ne possa controllare in effetti il vero contenuto.

L'organizzazione mette in discussione i livelli di nicotina dichiarati che secondo gli autori dello studio potrebbero portare implicazioni importanti per la salute. Ad ogni modo per i 10 flaconi i livelli di nicotina sono stati 0%, 0%, 0%, 0%, 0,05%, 0,05%, 0,09%, 0,13%, 0,14%, 0,29%.

ATHRA ha rapidamente precisato che si tratta di uno scarso controllo di qualità e che i livelli non presentano un alto livello di rischio:

"Sebbene innocua in questa occasione,  la percentuale di nicotina presente e gli agenti trovati indicano un controllo di scarsa qualità e standard di produzione, come previsto in un mercato nero non regolamentato. Questi liquidi potrebbero essere stati mescolati nel lavandino della cucina di qualcuno con gli stessi utensili usati per fare liquidi alla nicotina, senza alcuna cura o competenza. "

"I fumatori e i vapers usano livelli di nicotina molto più alti. La concentrazione media di nicotina utilizzata dai vaper è di circa l'1,2%, anche se i prodotti commerciali possono raggiungere il 5,9%. A nostro avviso: questi livelli sono banali ed è improbabile che abbiano effetti biologici significativi o dannosi sulla salute. Il livello di nicotina pari allo 0,29% in un campione può avere un effetto minore a grandi volumi, ad esempio portare ad una frequenza cardiaca elevata, ma è improbabile che sia di importanza sanitaria. "

Per quanto riguarda la presenza di altri contaminanti, ATHRA aggiunge:

"La semplice ricerca di una sostanza chimica nel liquido non è necessariamente una preoccupazione. La tossicità di qualsiasi sostanza chimica dipende dalla dose e dal livello al quale diventa tossica. La dose di 2-clorofenolo non è stata misurata in questo studio e non esiste un limite di sicurezza riconosciuto per tale sostanze. Altri studi hanno scoperto che le dosi di sostanze chimiche nel vapore sono molto basse e sono generalmente inferiori ai livelli considerati non sicuri per l'esposizione professionale. "

"Qualsiasi valutazione del rischio da contaminanti a basso dosaggio nel vapore dovrebbe sempre essere confrontata con il rischio molto più alto delle tossine nel fumo di tabacco. Il fumo di tabacco contiene oltre 7000 sostanze chimiche e tossine, tra cui 70 noti agenti cancerogeni. La maggior parte di questi sono assenti nel vapore e quelli che sono presenti sono a livelli molto più bassi. "

Fondamentalmente, ATHRA ritiene che i risultati confermino la sua convinzione che i liquidi dovrebbero "essere legalizzati e regolati in modo tale che gli standard di qualità e sicurezza possano essere applicati".

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