Lo studio, ad opera di Paul Ndunda, è stato presentato alll’International Stroke Conference in programma dal 6 all’8 febbraio a Honolulu e vanta già molteplici smentite.

Secondo la ricerca effettuata da Paul Ndunda "l'uso delle sigarette elettroniche aumenta la probabilità di avere un ictus, un attacco cardiaco o una malattia coronarica. Lo stesso Ndunda però ne ammette i limiti.

Esaminando il rapporto tra sigarette elettroniche e ictus, i ricercatori hanno sfruttato un database di 400.000 intervistati. Tale database, relativo ad un  sondaggio collegato al fattore di rischio comportamentale (BRFSS) del 2016, ha raccolto dati di utenti residenti di tutti i 50 stati in merito ai comportamenti collegati al rischio per la salute, alle condizioni di salute croniche e all'uso di servizi di prevenzione. 

Paul Ndunda, autore principale dello studio, ha anteposto, però, i limiti dello studio la lui effettuato affermando che trattandosi di uno studio che preleva di dati da un database, non prova che ci sia un nesso effettivo tra le malattie e le e-cig. Ad ogni modo lo studio, rielaborando i dati in possesso, ha constatato che gli utenti che usano sigarette elettroniche hanno il 71% ha più possibilità di avere un ictus, il 59% ha la possibilità di avere un infarto e il 40% ha il rischio di contrarre una malattia coronarica. Inoltre lo studio evidenzia come gli utenti che utilizzano le sigarette elettroniche fumano (svapano) il doppio degli utenti fumatori.

il dottor Larry Goldstein, al Daily Mail, ha commentato:

"Ovviamente è piuttosto preoccupante. Potrebbe essere utile per capire, essendo il primo dato reale che associa l'uso di sigarette elettroniche ad eventi cardiovascolari, ma la preoccupazione più grande deriva dal contributo che può dare in quanto non sembra essere uno studio con dati sicuri e avvalorato da esperti".

Il dott. Konstantinos Farsalinos ha dichiarato:

"Entrambe queste conclusioni (rivolgendosi anche ad uno studio dello scorso ottobre di Stanton Glantz sempre riguardante lo stesso argomento) sono semplicemente sbagliate e costituiscono malasanità e disinformazione epidemiologica". "Aumentare il rischio significa che qualcuno è esposto per la prima volta a una condizione (in questo caso, esposta all'uso di sigaretta elettronica) e quindi, a causa di questa esposizione, sviluppa una malattia. Entrambi gli studi non sono in grado di fornire nessuna di queste informazioni per comprovare un aumento del rischio. "

"Entrambi sono sondaggi trasversali, il che significa che hanno chiesto ai partecipanti se hanno malattie cardiache e se usano le sigarette elettroniche. Gli studi non forniscono informazioni sul fatto che l'uso di sigarette elettroniche sia iniziato prima (e quanto tempo prima) o dopo lo sviluppo della malattia. "

Il Dr. Michael Siegel ha definito le affermazioni "irresponsabili":

"Lo studio non ha informazioni su quale sia venuto prima. In altre parole, è del tutto possibile (e in effetti abbastanza probabile) che la maggior parte degli intervistati che ha riferito di aver usato le sigarette elettroniche e di aver subito un attacco cardiaco abbia subito prima l'attacco cardiaco e successivamente ha iniziato a usare sigarette elettroniche perché erano propense a smettere di fumare dopo aver vissuto questo evento potenzialmente letale. "

"Lo stesso ragionamento usato dai ricercatori per concludere che il vaping aumenta il rischio di attacco di cuore sostiene la conclusione che provare a smettere di fumare aumenta il rischio di attacco cardiaco".

"Per questo, si potrebbe dimostrare che l'uso di inalatori per l'asma è associato ad un aumentato rischio di asma, che l'uso di insulina è associato ad un aumentato rischio di diabete, o che il consumo di alimenti senza glutine aumenta il rischio per Celiaca malattia (causata da allergia al glutine). "

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