E' ad opera della School of Public Health della San Diego State University la nuova ricerca sul fumo delle sigarette e sul vapore passivo delle sigarette elettroniche.

I bambini sono particolarmente sensibili al cosiddetto “fumo passivo”, ossia a quelle condizioni in cui altre persone fumano nel loro stesso ambiente, tipicamente un’abitazione. Tuttavia risulta sempre difficile capire e stimare con un certo grado di precisione questi livelli di esposizione, anche solo per comprendere un’eventuale soglia di pericolo.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology è ideato da un gruppo di ricercatori della School of Public Health della San Diego State University che ha messo in pratica un nuovo modo per misurare l’esposizione alla nicotina dei bambini facendo indossare a questi ultimi braccialetti di silicone. Non si tratta di una novità assoluta: già in passato erano state proposti braccialetti simili per misurare esposizione ad altre sostanze chimiche tossiche come ad esempio ritardanti di fiamma o pesticidi.

Tuttavia si tratta del primo braccialetto specifico per la misurazione dell’esposizione al fumo di sigaretta e ad vapore della sigaretta elettronica. Il braccialetti sono già stati sperimentati da Jenny Quintana e dal suo team su tre gruppi di bambini divisi per tipo di esposizione: bambini esposti a non fumatori e a non utilizzatori di sigarette elettroniche; bambini esposti solo a fumatori e infine bambini esposti solo a utenti di sigaretta elettronica.

I dati sono stati raccolti dopo sette giorni di utilizzo e sono stati confrontati ad un metodo più tradizionale per verificare questo tipo di esposizione, ossia l’analisi delle urine. I risultati erano comparabili, con grossa sorpresa dei ricercatori stessi, e questo significa che questo nuovo metodo potrebbe essere utilizzato in sostituzione delle analisi delle urine, in certi casi più difficili o problematiche da mettere in atto.

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