Finanziato dalla French League Against Cancer, lo studio, i cui risultati sono stati appena pubblicati, dimostra come l'effetto gateway è solo un mito. 

 

L'effetto gateway delle sigarette elettroniche che fornirebbero una via d'accesso al tabacco è stato più volte smentito da diversi studi e quest'ultimo, i cui dati sono stati pubblicati questa settimana, ne conferma il mito. Era di pochi giorni fa la notizia, da noi pubblicata, dove l'ACSH (American Council on Science and Health) esprimeva il proprio parere proprio su questo argomento commentando che "Tra gli studenti delle scuole medie e superiori, il consumo di sigarette elettroniche è in aumento, ma il consumo effettivo di sigarette sta diminuendo (...) Se lo svapo era una via d'accesso al fumo, l'uso delle sigarette non aumenterebbe."

Lo studio francese finanziato dalla French League Against Cancer denominato "PETAL" effettuato dall'INSERM (Institut national de la santé et de la recherche médicale) lanciato 2017 per monitorare la relazione tra adolescenti e tabacco, pubblica proprio questa settimana i primi dati  che risultano essere molto promettenti.

Lo studio mostra che il 52% dei 17enni in Francia ha già provato le sigarette elettroniche ed il 59% ha già provato le sigarette. La cifra più notevole, tuttavia, è che le sigarette elettroniche non sembrano portare gli adolescenti a fumare tabacco, e in effetti potrebbe essere il contrario, mostrando, inoltre,  che solo il 2% dei giovani utilizza le e-cig quotidianamente. Per la maggior parte, è solo un hobby occasionale . Questo numero mostra anche che più ragazzi rispetto alle ragazze tendono a a are usa di sigarette elettroniche e che il 63% dei giovani vapers sono i già fumatori .

Il progetto PETAL dimostra chiaramente che i giovani prima di utilizzare le sigarette elettroniche fumano sigarette tradizionali contraddicendo completamente la paura che molti attivisti anti-vape sostengono. La sigaretta, che è molto più pericolosa per la salute pubblica, è la porta verso lo svapo, non il contrario.

Sarà importante vedere se altri stati prenderanno in considerazione tale studio per poter debellare questo mito che per l'ennesima volta non trova corrispondenza.

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