Nell’ultimo periodo stiamo assistendo ad un fenomeno che si sta diffondendo quasi a macchia d’olio, ovvero l’utilizzo della sigaretta elettronica tra i giovani.

Secondo una interessante ricerca condotta da “Lindsey Stroud”, responsabile delle pubbliche relazioni dello stato della Pennsylvania, la grande tassa applicata sui prodotti per sigaretta elettronica, pari al 40%, non è servita a frenare il fenomeno tra i minori, ma sembrerebbe anzi aver quasi prodotto il risultato opposto a quello inizialmente sperato.

Subito dopo l’introduzione della tassa sopracitata è stato condotto un sondaggio sulla popolazione più giovane della Pennsylvania e i risultati sono stati confrontati con quelli registrati nel 2015, anno in cui il dato riportava un utilizzo della sigaretta elettronica tra i giovani pari al 15,5% degli studenti frequentanti scuole medie e superiori dello stato.

Dopo l’introduzione della tassa, avvenuta nel 2016,  la “Pennsylvania Youth Survey”, nel 2017, ha rilevato che non solo l’utilizzo delle sigarette elettroniche, e relativi prodotti ad esse correlato, non era diminuito, ma che addirittura era aumentato rispetto a quello precedentemente registrato, arrivando a segnare il 16,3%.

In una recente dichiarazione il “The Heartland Institute” ha affermato:

"Sono necessari più dati, ma stando a quanto rilevano sino ad ora i giovani non sono scoraggiati dalle tasse sulle sigarette elettroniche. Per i legislatori è importante notare che i più giovani di solito si affidano a persone maggiorenni per ottenere prodotti di questo genere. La Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha rilevato che l'86% dei giovani di età compresa tra 15 e 17 anni ha ottenuto sigarette (tradizionali) chiedendo di acquistarle a appunto ad un maggiorenne, inoltre l'89% dei giovani ha affermato di affidarsi ad amici, famigliari e parenti per acquistare prodotti del mondo della sigaretta elettronica. "

Ovviamente il consumo di prodotti a base di nicotina tra i minori è un problema che esiste da decenni e sicuramente non è stato introdotto dalle sigarette elettroniche ma piuttosto “riportato in auge” da queste ultime e successivamente sfruttato dai politici in diverse “crociate” proprio contro il settore dello svapo che, ancora una volta sembra essere una condanna piuttosto che una soluzione ad un problema di rilevanza mondiale come il tabagismo.

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