Di recente l'American Journal of Preventive Medicine ha pubblicato una interessantissima lettera stilata da“Konstantinos Farsalinos e Raymond Niaura”, la quale ha come titolo "E-cigarette Use and Myocardia lInfarction: Association Versus Causal Inference".

Di recente l'American Journal of Preventive Medicine ha pubblicato una interessantissima lettera stilata da“Konstantinos Farsalinos e Raymond Niaura”, la quale ha come titolo "E-cigarette Use and Myocardia lInfarction: Association Versus Causal Inference".

Nello specifico, tale lettere ha come scopo quello di andare ad analizzare le affermazioni fatte da uno studio condotto da “Alzahrani et al.”, all’interno del quale era riportata la pericolosa connessione tra l’utilizzo della sigaretta elettronica e l’aumento del rischio di attacchi di cuore.

"Abbiamo letto con molto interesse lo studio condotto, ma riteniamo che ci siano molte inesattezze e dati non coerenti, ecco perché abbiamo deciso di inviare questo documento e chiarire una volta per tutte se questo effettivo pericolo sia presente o meno." - commentano Farsalinos e Niaura.

Il primo errore che è stato rilevato è proprio la selezione dei dati raccolti durante lo studio, infatti, sebbene i dati annuali del “National Health Interview Survey (NHIS)” siano stati pubblicati in modo coerente, gli autori hanno scelto di basarsi su anni non consecutivi (2014 e 2016), altro fatto abbastanza strano è la scelta di non dare una spiegazione plausibile su ciò. Tali risultati hanno permesso ai ricercatori dello Wichita di arrivare alla conclusione che:

“Gli utenti che utilizzano la sigaretta elettronica hanno maggiori probabilità di infarto miocardico, ictus, depressione, ansia, problemi emotivi, problemi circolatori e minor rischio di ipertensione e diabete rispetto a chi non la usa”.

Ciò ovviamente ha dato il via libera a molteplici affermazioni (infondate) da parte degli attivisti per il controllo del tabacco nel Stati Uniti, tra i primi a esporsi è stato “Stanton Glantz” il quale ha abbracciato i risultati e ha proclamato: "Le sigarette elettroniche sono molto più pericolose di quanto si pensasse e rendono più difficile smettere di fumare non più facile".

Farsalinos e Niaura sottolineano che è impossibile per gli autori dello studio arrivare alla loro conclusione dichiarata in quanto risulta essere

"Una interpretazione errata e una rappresentazione errata dei risultati dello studio. La rivendicazione del "rischio aumentato" implica chiaramente la causalità e una specifica definizione temporale degli eventi.Questo inoltre andrebbe in conflitto con ciò che Alzahrani e colleghi menzionano nella sezione “Limitazioni” del loro articolo, ovvero, lo studio non può permettere di identificare le relazioni causali in parte perché non è noto quando si sono verificati gli infarti miocardici relativi all'uso di sigarette elettroniche."

Insomma, ancora una volta siamo difronte ad uno studio che invece di essere obbiettivo e imparziale sembra invece essere destinato solamente al tentativo di screditare la sigaretta elettronica, ciò che ci può rincuorare però è che ci siano ancora scienziati e figure politiche che continuano a battersi per salvaguardare i diritti di un prodotto che ha già aiutato milioni di persone in tutto il mondo e ne aiuterà altrettante negli anni a venire.

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