Una nuova ricerca condotta in uno dei paesi più liberalizzati dell’Europa, ovvero l’Olanda, potrebbe portare al divieto di vendita di alcuni liquidi per sigarette elettroniche.

"La maggior parte degli studi indicano che le sigarette elettroniche sono meno dannose delle sigarette tradizionali, ma permane molta incertezza riguardo ai rischi assoluti per la salute derivanti dal loro uso. In particolare per quanto riguarda gli effetti a lungo termine e i rischi derivanti dai liquidi aromatizzati. Inoltre, la progettazione tecnica delle sigarette elettroniche e il loro funzionamento continuano ad evolversi rapidamente, richiedendo un adattamento continuo dei metodi di ricerca."

Questo è quanto riportato dagli studiosi che hanno condotto la ricerca in oggetto nella quale sottolineano che ultimamente sono state condotte troppe poche ricerche sul cosiddetto “vapore passivo” il quale potrebbe effettivamente portare degli effetti negativi anche agli utenti che non fanno uso della sigaretta elettronica.

Devono però aver dimenticato completamente lo studio del 2015 di Marco e Grimalt e anche un secondo studio (più recente) all'inizio di quest'anno che, insieme a quello del 2015, ha confermavano la non tossicità del vapore passivo e quindi di fatto ha smentito le accuse sopra riportate.

“Martin Dockrell” della Public Heatlh England ha tenuto a sottolineare che sino ad oggi non ci sono prove scientifiche che confermano la presenza di sostanze dannose all’interno dei liquidi aromatizzati per sigarette elettroniche.

Lo studio britannico di ricerca sulle sigarette elettroniche mette in evidenza però anche una serie di limitazioni nel loro lavoro:

  • Le stime delle concentrazioni chimiche nel vapore passivo non sono state misurate direttamente in scenari ambienti piccoli (come ascensori o auto). Molte stime sono state calcolate estrapolando il danno riscontrato negli studi sugli animali e altre hanno utilizzato stime del danno da studi di composti simili piuttosto che della sostanza chimica stessa.
  • Non vi è stato alcun paragone con il fumo prodotto dalle sigarette tradizionali e non sono state effettuate prove significative per le stime del danno. Non possiamo determinare se questi effetti previsti fossero significativi e il risultato dell'esposizione al vapore delle sigarette elettroniche o il danno relativo del vapore rispetto al fumo di sigaretta.
  • La dimensione del campione era molto piccola, è stata misurata solo una sessione per persona e il volume dell'aria espirata variava notevolmente tra i partecipanti. Pertanto, il volume medio stimato e le concentrazioni chimiche di vapore in ogni scenario potrebbero non essere affidabili o riflettere il comportamento di svapo nel mondo reale.
  • Questo studio non ha testato le differenze nella concentrazione chimica da dispositivi o liquidi specifici. È stato incluso solo un piccolo campione di sigarette elettroniche che non sono necessariamente tra le più vendute sul mercato attuale.

Dopo aver sostenuto quanto sopracitato però le conclusioni attuali sul vapore passivo sono le seguenti:

Non ci sono prove di danni alla salute derivanti dallo "dal vapore passivo" e i rischi sono sicuramente molto bassi. Il rischio per gli utilizzatori di sigarette elettroniche è basso e il rischio per coloro che respirano il loro vapore espirato è ancora più basso visto che la maggior parte delle sostanze presenti nei liquidi vengono assimilate dall’utente che lo sta utilizzando.

Detto ciò, rimane ancora il beneficio del dubbio per quanto concerne l’argomento “vapore passivo” ma stando a quanto riportato il danno risulta sicuramente minore rispetto ai danni provocati dal fumo passivo, il quale risulta essere molto dannoso per tutti gli esseri viventi.

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