Truth Initiative, un importante gruppo di controllo del tabacco negli Stati Uniti, ha pubblicato uno studio sui post relativi a JUUL su Instagram all'inizio di questo mese.

E' stato Netflix a rispondere, per primo, allo studio effettuato da Truth Initiative, un importante gruppo di controllo del tabacco negli Stati Uniti, che ha riconosciuto come "fumare è dannoso e che, se interpretato positivamente sullo schermo, può influenzare negativamente i giovani".

"I risultati rivelano una proliferazione di contenuti correlati a JUUL su Instagram, che si sono concentrati sulla promozione dei prodotti e sulle grandi quantità di nicotina presenti all’interno delle pod”. Lauren Czaplicki e il suo team si impegnano inoltre a raccomandare a qualsiasi futura azione di regolamentazione di marketing, "Dovrebbero esserci delle specifiche limitazioni per la pubblicizzazione di prodotti come Juul sui social in maniera tale da non alimentare questa nuova moda che sta dilagando tra i giovani”.

Lo studio nello specifico è stato condotto sulle parole chiave (hashtag) utilizzate sulla piattaforma Instagram che fossero relative ai prodotti JUUL oppure ad altre sigarette elettroniche funzionanti con le pod precaricate.  Sono stati analizzati migliaia di post da marzo 2018 a maggio 2018, l'obiettivo finale, secondo i ricercatori, era quello di trovare contenuti che caratterizzano la promozione del prodotto che in qualche modo sottolineasse una moda nell’utilizzo di prodotti a base di nicotina.

I risultati di questo studio hanno rilevato che su 14.838 post Instagram legati a JUUL fatti da 5.201 utenti, circa un terzo erano di natura promozionale, solo l'11 per cento conteneva informazioni sulla nicotina e sulla dipendenza, inoltre risultavano essere accattivanti per i giovani visto che contenevano hashtag come #juulbuzz o #nichead.

Nel 2015 JUUL ha investito migliaia di dollari per sponsorizzare il proprio prodotto sui social, specialmente sui profili di alcuni influencer e ciò ha dato il via ad una campagna mediatica che con il passare del tempo ha preso sempre più piede negli Stati Uniti e ha portato infine ai risultati che sappiamo ora, ovvero una vera e propria guerra contro i vaporizzatori personali.

La problematica principale, sta nel fatto che ancora una volta non essendoci una vera e propria legislazione che differenzia le sigarette elettroniche da quelle tradizionali non esistono ancora divieti specifici sui social (anche se ora stanno iniziando ad apparire). Secondo il nostro punto di vista la pubblicità che si dovrebbe fare a tale prodotto ha bisogno delle regolamentazioni in maniera da non cadere continuamente nel solito discorso della dipendenza dei giovani dalla nicotina, tema che ormai viene strumentalizzato in tutto il mondo per denigrare la sigaretta elettronica e i suoi benefici.

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