A parlare è il dott. dr. Brad Rodu, come pubblicato dall' USA Today, il medico, del Journal of the American Heart Association, ha chiesto il ritiro di un recente studio sulle sigarette elettroniche.

Il mese scorso, il professor Stanton Glantz ha pubblicato uno studio che pretende di mostrare un legame tra le sigarette elettroniche e gli infarti miocardici (attacco di cuore o attacco di cuore), studio che è stato subito attaccato dal dr. Brad Rodu, un professore di medicina presso l'Università di Louisville, il quale è un forte sostenitore delle sigarette elettroniche, e proprio per questo è apparso in diversi programmi televisivi ed anche all’interno del documentario di Aaron Biebert A Billion Lives.

Tornando allo studio messo in discussione, il professor Glantz e ha confrontato il numero di utenti che utilizza la sigaretta elettronica e di coloro che hanno avuto un attacco di cuore, i dati registrati sembrano dare ragione al ricercato visto che la maggior parte degli utenti che ne fanno uso quotidiano hanno subito un attacco cardiaco nel tempo, da ciò si è arrivati alla conclusione che la sigaretta elettronica aumenta del doppio il rischio di avere un attacco cardiaco.

Per prima cosa, dobbiamo ovviamente ipotizzare che un utilizzatore di sigaretta elettronica abbia fumato per diversi anni prima di approcciarsi al prodotto a rischio ridotto in questione, quindi già questo potrebbe tranquillamente sfalsare i risultati raccolti dalla ricerca visto che non c’è alcuna possibilità di collegamento diretto tra un infarto e l’utilizzo della sigaretta elettronica se prima di questa (per anni) l’utente ha utilizzato tabacco.

Tornando alla ricerca effettuata, si è rilevato che solo 38 su 45.971 partecipanti allo studio hanno usato sigarette elettroniche e hanno avuto un attacco di cuore. Meno dello 0,001% dei partecipanti. Nella sua analisi, il professor Rodu è anche giunto alla conclusione che la maggior parte dei 38 partecipanti ha avuto un attacco di cuore prima di aver iniziato ad utilizzare una sigaretta elettronica (in media circa 10 anni prima, peccato che 10 anni fa le sigarette elettroniche non erano ancora effettivamente nate).

Brad Rodu ha scritto: "... la loro analisi è una violazione inconfondibile di eventuali standard accettabili per la ricerca su cause e contesti." Parole insolitamente forti nell'establishment scientifico. La lettera è stata anche firmata da Nantaporn Plurphanswat, uno specialista sanitario del James Graham Brown Cancer Center. “L'indagine del Ministero della Salute non prova nemmeno che nemmeno uno dei 45.971 partecipanti ha avuto un attacco di cuore causato dalla sigaretta elettronica”.

Il centro tabaccoso della fda è uno di loro. Tale autorità, che crede di aver scoperto una "epedemie" di piroscafi tra gli adolescenti a causa di un gioco numero molto simile e sospetta che "una generazione di tossicodipendenti di nicotina" sta arrivando.

Le cose diventano più chiare quando si va ad analizzare chi effettivamente ha sovvenzionato questa tanto decantata ricerca (pubblicizzata molto anche dai media americani), tra gli enti troviamo la FDA, che come sappiamo ha ancora un conto in sospeso con la sigaretta elettronica, l'Università della California di San Francisco e anche il gigante farmaceutico Johnson & Johnson, il produttore di Nicorette. È difficile quindi non paragonare lo studio ad una disinformazione studiata nei minimi dettagli.

Sembra proprio quindi che ancora una volta siamo di fronte ad uno studio che potrebbe risultare abbondantemente “pilotato” da enti che lo hanno sovvenzionato, dopotutto come abbiamo visto, i fondi arrivano direttamente da delle multi nazioni o aziende che hanno un certo interesse nel far calare le vendite e soprattutto la credibilità che la sigaretta elettronica si è creata in questi pochi anni di vita, ciò non toglie che siamo veramente dispiaciuti di vedere numerosi studi che tendono a minare la credibilità del prodotto piuttosto che confermare l’utilità di quest’ultimo.

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