Un nuovo studio ad opera dei medici K. Farsalinos, V. Voudris e R. Niaura presentato al congresso della European Society of Cardiology a Parigi.

Nessuna associazione tra uso quotidiano di sigaretta elettronica e infarto del miocardio in 2 studi sulla popolazione degli Stati Uniti: NHIS 2016 e 2017 (raggruppati) e BRFSS 2017. Forte associazione tra fumo (quotidiano, alcuni giorni e precedenti) e infarto miocardico.

A sostenerlo è un nuovo studio presentato ieri da Konstantinos Farsalinos dell'dell’Onassis cardiac surgery center, V. Voudris dell’Università di Patrasso e Ray Niaura del College of global public health della New York University.

Prendendo in considerazione due studi effettuati nel 2016 e e nel 2017 i tre medici hanno reso possibile l'analisi dell'associazione dell'infarto del miocardio sulla popolazione americana relazionata all'uso delle sigarette elettroniche.

Lo studio, spiegato nel dettaglio sulla schermata dell'account twitter di Farsalinos (vedi foto sotto) ha esaminato molti fattori come per esempio l'età dei partecipanti, se erano più o meno fumatori con eventuale frequenza di utilizzo, presenza di diabete e l'IMC del singolo individuo oltre che, se presente, l'attività fisica. I gruppi di analisi sono stati divisi ulteriormente in base a questi parametri.

In conclusione la rappresentazione dello studio identifica che le sigarette elettroniche si sono fatte strada come strumento di cessazione apprezzato dai fumatori adulti e dagli ec fumatori che hanno smesso grazie a questi dispositivi.

Infine, non c'è nessuna associazione tra uso quotidiano di sigaretta elettronica e infarto del miocardio in 2 studi sulla popolazione degli Stati Uniti; forte, invece, associazione tra fumo (quotidiano, alcuni giorni e precedenti) e infarto miocardico.

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