Un report composto da 113 pagine, ed una nota, che evidenzia come la sigaretta elettronica riduce del 95% i rischi legati al fumo. La chiave di volta della riduzione del danno a livello internazionale.

Condotto nel 2015 nel regno unito da Public Health England (PHE) il report "E-cigarettes: an evidence update" risulta ad oggi essere il più dettagliato studio sul mondo del vaping rispetto alla sigaretta tradizionale che nessuno ha mai smentito o accusato d'essere farlocco. Lo studio riconosce principalmente il valore meno nocivo della sigaretta elettronica, o meglio del liquido usato, rispetto al tabacco, per lo più afferma che è meno nociva del 95% rispetto a quella tradizionale. Lo studio sottolinea come anche se la sigaretta elettronica ha un rischio minore e può essere la migliore alternativa per smettere di fumare.

Ma come si è arrivati a questa conclusione dato che l'attacco mediatico da parte non solo di medici ed istituzioni sanitarie ma anche parti politiche internazionali è sempre dietro l'angolo? Ebbene come spiega VapingPost.com dal 2015 poche persone sono state davvero interessate ai motivi per cui Public Health England (PHE) ha rilasciato l'affermazione che lo svapo è "almeno il 95% meno dannoso del fumo" .

Tutto è iniziato nel 2014 quando il Ministero della Salute britannico ha commissionato un rapporto1 per studiare gli effetti dello svapo sulla salute. L'anno seguente, dopo aver letto le scoperte, afferma ufficialmente che "il pericolo associato all'uso di questi prodotti (le sigarette elettroniche, ndb) è probabilmente estremamente basso e sicuramente molto più basso del fumo". Lo stesso vale per i rischi di esposizione passiva al vapore di sigarette elettroniche, che sono stati considerati " probabilmente estremamente bassi" .

Il rapporto commissionato dal Ministero della Salute britannico è composto, inizialmente da 30 pagine. Diretto dal professor John Britton e dal dott. Ilze Bogdanovica, entrambi praticanti presso il UK Centre for Tobacco and Alcohol Studies dell'Università di Nottingham, inizia affermando fin dalle prime righe che "anche se è dimostrato che le sigarette elettroniche contengono sostanze tossiche (...), le concentrazioni di queste sostanze sono significativamente inferiori a quelle delle sigarette convenzionali .

Il documento continua quindi a spiegare il potenziale di riduzione del rischio legato al tabacco offerto dalla sigarette alettroniche. Indica che uno dei punti di forza del vaporizzatore personale, perché così dovrebbe essere chiamato, è quello di consentire ai fumatori di mantenere la loro "identità di fumatore" con l'aiuto di uno strumento di riduzione del rischio legato al tabacco, nell'immagine "non medica"  e "socialmente accettabile" . Il documento rileva inoltre che dall'emergere dello svapo nel Regno Unito, nel 2007, sono emersi diversi siti web sull'argomento, mentre nessuno sito informativo esiste per la conoscenza dei tradizionali sostituti della nicotina (cerotti e gomme). Un fatto che dimostra l'interesse delle sigarette elettroniche in un segmento della popolazione. Per gli autori del rapporto, la situazione è chiara. Le sigarette elettroniche hanno "il chiaro potenziale per ridurre la prevalenza del fumo nel Regno Unito" .

Come sottolineato dalla direzione della sanità pubblica del Regno Unito nel suo rapporto2 pubblicato poco dopo, "questi risultati sono coerenti con una revisione da parte di un team internazionale di esperti, che ha rilevato che i rischi legati al vaping rappresentano meno del 5% dei rischi associati al fumo3 " . 

Il documento afferma che i risultati corrispondono anche " a una revisione completa della letteratura pertinente da parte di un altro team internazionale, il quale ha concluso4 che il vapore delle sigarette elettroniche può contenere alcune delle sostanze tossiche presenti nel fumo di tabacco, ma a livelli molto più bassi. Gli effetti a lungo termine sulla salute derivanti dall'uso della sigaretta elettronica sono sconosciuti, ma rispetto alle sigarette, potrebbero essere molto meno, se non del tutto, dannose per gli utenti".

La ricerca che identifica lo svapo come "almeno il 95% meno dannoso del fumo" è stata condotta da un gruppo di esperti internazionali convocati dall’Independent Scientific Committee on Drugs (ISCD). Gli esperti hanno prima sviluppato un "modello di analisi delle decisioni con più criteri di valutazione relativi all'importanza dei diversi tipi di effetti avversi associati all'uso di prodotti contenenti nicotina. In altre parole, gli scienziati hanno sviluppato un modo per valutare i diversi prodotti contenenti nicotina, a seconda del pericolo che rappresentano. Il punteggio di 100 viene assegnato al prodotto più pericoloso, il punteggio di 0 indica che il prodotto non rappresenta alcun rischio.

I ricercatori hanno assegnato un punteggio generale a ciascun prodotto (12 in totale) secondo 14 criteri di nocività. 7 per quanto riguarda i pericoli per l'utente del prodotto e 7 per i pericoli che rappresenta per gli altri. La valutazione assegnata a ciascun criterio è stata ponderata in base all'importanza stessa del criterio. Pertanto, i criteri sanitari hanno naturalmente avuto un peso maggiore nel punteggio finale rispetto ai criteri economici.

Una volta svolto questo lavoro, mentre la sigaretta tradizionale ha ricevuto un punteggio di 100, designandolo così come il prodotto più pericoloso dei 12 studiati, al vaporizzatore personale è stato assegnato un punteggio di 5, o 95 punti di meno.

È così che lo svapo è stato riconosciuto come "almeno il 95% meno dannoso del fumo". 

Dopo aver esaminato il rapporto che ha commissionato nel 2015, così come tutta la letteratura disponibile sull'argomento, il Ministero della Salute britannico indica che il pericolo associato all'uso di un vaporizzatore personale potrebbe essere "estremamente basso" rispetto al fumo. Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, PHE osserva che, sebbene sconosciuti, è probabile che siano "molto meno, se non del tutto, dannosi"  rispetto al consumo di sigarette. Tale asserzione viene poi rinnovata nel 2018.

In una nota all'enorme lavoro svolto la dottoressa Ann McNeill e il professor Peter Hajek, appongo una nota alla revisione spiegando, in poco più di due pagine, quanto detto sopra.

La conclusione che la sigaretta elettronica è del 95% meno nociva del fumo arriva basandosi su due fattori:

  • I componenti del fumo di sigaretta che danneggiano la salute - compresi gli agenti cancerogeni - sono assenti nel vapore della sigaretta elettronica o, se presenti, sono principalmente a livelli molto al di sotto del 5% di quelli del fumo (per lo più al di sotto dell'1% e molto al di sotto dei limiti di sicurezza per esposizione professionale).
  • Le principali sostanze chimiche presenti nelle sigarette elettroniche non sono state associate a nessun rischio.

[1] Britton, J. and I. Bogdanovica, Electronic cigarettes : A report commissioned by Public Health England.London : Public Health England, 2014
[2] McNeill A, Brose LS, Calder R, Hitchman SC, Hajek P, McRobbie H : E-cigarettes : an evidence update – A report commissioned by Public Health England, 2015
[3] Nutt, D.J., et al., Estimating the harms of nicotine-containing products using the MCDA approach.European addiction research, 2014. 20(5): p. 218-225
[4] Hajek, P., et al., Electronic cigarettes: review of use, content, safety, effects on smokers and potential for harm and benefit.Addiction, 2014. 109(11): p. 1801-1810 

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