Confutata per la prima volta la ricerca scientifica del 2013, di PHE, che ha affermato che le sigarette elettroniche sono del 95% meno dannose delle tradizionali. Valenza delle opinioni a parte bisognerebbe avere anche un po' di rigore scientifico per obiettare con simili ragionamenti.

Si può definire il manifesto del settore della sigaretta elettronica internazionale lo studio, che si compone di 113 pagine che evidenzia come la sigaretta elettronica riduce del 95% i rischi legati al fumo. La chiave di volta della riduzione del danno a livello internazionale.

Condotto nel 2013, revisionato nel 2015, nel regno unito da Public Health England (PHE) il report "E-cigarettes: an evidence update" risulta ad oggi essere il più dettagliato studio sul mondo del vaping rispetto alla sigaretta tradizionale che nessuno ha mai smentito o accusato d'essere farlocco. Lo studio riconosce principalmente il valore meno nocivo della sigaretta elettronica, o meglio del liquido usato, rispetto al tabacco, per lo più afferma che è meno nociva del 95% rispetto a quella tradizionale. Lo studio sottolinea come anche se la sigaretta elettronica ha un rischio minore e può essere la migliore alternativa per smettere di fumare.

Oggi, con un dettagliato report che prende in considerazione diversi aspetti, un gruppo di scienziati americani composto da Thomas Eissenberg, Aruni Bhatnagar, Simon Chapman, Sven-Eric Jordt, Alan Shihadeh ed Eric K. Soule ha confutato le affermazioni espresse a suo tempo da Public Health England.

Il problema secondo gli scienziati è semplice:

Vi sono ampie prove che la gamma di prodotti per sigarette elettroniche oggi disponibile è molto diversa da quella del luglio 2013. Le differenze sono tali che, anche se la stima del 2013 fosse valida allora, non può più essere applicata oggi. Ad esempio, oltre a utilizzare materiali diversi e bobine di riscaldamento più numerose, molte sigarette elettroniche oggi possono raggiungere una potenza che supera di 10-20 volte quella della maggior parte dei modelli da banco del 2013 (ad esempio, fino a, e talvolta superando 200 watt). Una maggiore potenza aumenta i potenziali danni dell'uso di sigarette elettroniche perché viene prodotto più aerosol che espone gli utenti ad un aumento dei livelli di nicotina e altri tossici. Aumenta anche l'esposizione degli astanti a tutti i componenti dannosi dell'aerosol perché gli utenti espirano più aerosol. Inoltre, una maggiore potenza aumenta il potenziale di malfunzionamento (ad esempio l'esplosione del dispositivo),

Inoltre, i liquidi per sigarette elettroniche sono cambiati considerevolmente dal 2013, con una diffusa disponibilità di migliaia di aromi che utilizzano sostanze chimiche "generalmente riconosciute come sicure" per mangiare ma con tossicità polmonare sconosciuta. Forse il cambiamento più evidente è stato il marketing pervasivo di liquidi con nicotina protonata. La nicotina protonata ("sale di nicotina") viene prodotta aggiungendo un acido alla nicotina a base libera, introducendo così un altro potenziale tossico che era raro nel 2013. Rispetto alla nicotina a base libera, il liquido protonato aerosolizzato è meno avverso all'inalazione, consentendo agli utenti di inalare aumentare la concentrazione di nicotina nel liquido e probabilmente aumentare la propria dipendenza da nicotina. I liquidi per sigarette elettroniche con nicotina protonata sono oggi disponibili in concentrazioni superiori a 60 milligrammi per millilitro e questi liquidi sono diventati molto popolari, innescando una "corsa agli armamenti di nicotina". 

E se in realtà questo potrebbe essere anche vero ma è anche da non dimenticare, come riporta il report, che gli scienziati in oggetto non sono esenti da finanziamenti derivanti da case farmaceutiche quali Hydra Biosciences LLC e Sanofi SA. Possiamo quindi pensare che le case farmaceutiche finanzino un report che possa portare a confutare ulteriormente quel 95% e che la diminuzione delle vendite di alternative alle sigarette, quali cerotti o gomme, abbia dato un bel colpo alle stesse?

Passando dai problemi polmonari all'effetto gateway nei giovani, il report pone in se delle evidenze che tutti sanno e riconoscono proprio quando si parla di evoluzione dei dispositivi. Parlando di studi, di contro, evidenziano solo quelli effettuati su animali e non su essere umani, successivamente parlando di sondaggi non possiamo certo dire che delle domande e risposte possano essere così attendibili da portare chissà a quale supposizione.

Se la ricerca scientifica dovrebbe basarsi su criteri e senza nessuna "possibile" intromissione che possa portare ad un conflitto di interessi allora come si può definire veritiera una ricerca finanziata da industrie che vanno contro le sigarette elettroniche o che vogliano metterci le mani sopra?

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