Stanton Glantz, grande oppositore al vaping, presenta ad una conferenza americana uno studio sui rischi di infarto per gli utilizzatori di E-cig.

Questo studio, che non è stato ancora pubblicato in maniera definitiva ma solo presentato durante una conferenza americana sul tabacco, afferma che gli utilizzatori di sigarette elettronica avrebbero la possibilità d'essere soggetti -  in maniera duplice - ad infarto rispetto ai non fumatori.

In questo contesto, lo studio - che inizia nel  2017 - ha concluso che lo svapo sarebbe associato a un rischio significativo di infarto, rilevando immediatamente l'attenzione di Stanton Glantz. 

Stanton Glantz è un anti-vaping americano che ha presentato i risultati di questo studio alla fine di febbraio a Baltimora alla conferenza annuale della "Society for Research of Nicotina and Tobacco". Lo studio, attualmente in fase di revisione, probabilmente non verrà pubblicato per diversi mesi ma il danno al settore è già stato fatto e le critiche non sono tardate ad arrivare.

Lo studio si basa su un'analisi trasversale fatta su circa 70.000 partecipanti alle indagini sulla salute nazionale dal 2014 e 2016 (NHIS - National Health Interview Survey è un sondaggio nazionale sulla salute pubblica negli Stati Uniti), che rappresenta i fattori di rischio per la salute tra gli statunitensi.

Tra le domande, fatte ai partecipanti viene chiesto il ​​loro stato attuale in merito allo svapo e al fumo e al possibile verificarsi di un infarto. Usando questi dati, i ricercatori hanno trovato un'associazione significativa tra l'uso quotidiano della sigaretta elettronica e il verificarsi di un attacco di cuore.

SUBITO LE CRITICHE

Il professor Michael Siegel ha pubblicato sul suo blog una vigorosa critica a questo studio. Spiega che queste cifre riflettono solo in parte la verità in quanto ai partecipanti viene chiesto se stanno bene e se hanno già subito un infarto. Non c'è - continua Michael Siegel - un follow-up nel tempo che da solo renderebbe possibile determinare se lo svapo è una causa probabile di problemi cardiaci. Lo studio prende in considerazione il momento e non il tempo.

"Non sappiamo se lo svapo abbia preceduto un attacco di cuore per nessuno dei soggetti. È possibile che, nella maggior parte dei casi, i fumatori abbiano subito un attacco di cuore e abbiano iniziato a svapare per smettere di fumare. Questa è, inoltre, la spiegazione più probabile dei risultati dello studio ".

Intervistato dal canale televisivo ABC13 il professore  ha dichiarato: "Le sigarette elettroniche non provocano infarti ma è possibile che chi li abbia avuti per colpa del fumo sia passato alla sigarette elettroniche per smettere di fumare".

Un'analisi condivisa in pieno da Carl V. Phillips , la questione della temporizzazione degli eventi cardiaci relativi allo svapo a lungo termine è essenziale per affermare la causalità. Anche per lui, "Un fumatore che ha avuto un attacco di cuore ha più probabilità di smettere di fumare e, quindi, potrebbe essere più incline ad utilizzare lo svapo per avere l'equivalente risultato del fumo in maniera - magari -  più convulsiva".

Inoltre, il professore della Boston University Michael Siegel - nega che lo svapare possa aumentare il rischio cardiovascolare nello svapatore. Questo non è biologicamente plausibile, dice, perché una bassa esposizione è sufficiente a saturare questi rischi.

Questo è il motivo per cui ricorda, è importante che i vapers mirino alla completa cessazione del tabacco. "Anche se il consumo di sigarette sta diminuendo drasticamente, il rischio di malattie cardiovascolari non diminuisce in proporzione a causa di questo fenomeno di saturazione. "

Questo studio non è sufficiente per arrivare ad una conclusione, non c'è modo di determinare se l'uso della sigaretta elettronica precede o segue l'infarto.