Pubblicato nella rivista di Marzo 2018 "Food and Chemical Toxicology" la smentita allo studio del 2016 che vedeva i liquidi aromatizzati provocare aldeidi.

Uno studio pubblicato lo scorso 8 novembre 2016 sulla rivista Environmental Research and Technology  evidenziava - secondo gli autori Andrey Khlystov e Vera Samburova del Desert Research Institute del Nevada - la presenza di aldeidi su alcuni aromi (liquidi per ecig) che  una volta vaporizzati producevano emissioni di aldeidi in misura superiore alle soglie di sicurezza. Gli aromi che in particolare richiamavano l'attenzione erano melone, mirtillo e caffè. Gli autori dello studio non avevano evidenziato formazione di aldeidi nei liquidi neutri o meglio quelli non aromatizzati. Lo studio pertanto metteva in risalto come la formazione di aldeidi nei liquidi aromatizzati era per ben 10.000 volte superiore a quelli neutri.

Konstantinos Farsalinos replicò quasi immediatamente mettendo in atto una ricerca basata sullo stesso studio utilizzando la stessa medesima strumentazione dando speranze quasi certe di uno studio effettuato in maniera errata fatto senza utilizzare metodi convalidati.

Ad oggi - lo studio pubblicato sulla rivista di marzo 2018 "Food and Chemical Toxicology" visibile dal 6 Marzo 2018 all'indirizzo Sciencedirect.com - Konstantinos Farsalinos ci fa sapere che in effetti lo studio era totalmente errato, in quanto la replica di quello studio ha portato a risultati del tutto diversi. I tre liquidi aromatizzati ( e anche non aromatizzati) presi in considerazione sono stati testati sia usando lo stesso dispositivo (e-cig) del tutto uguale a quello dello studio sia un dispositivo di nuova generazione. 

Sono stati rilevati - per quanto riguarda i liquidi aromatizzati - bassi livelli di formaldeide (8,3-62 μg / g), acetaldeide (12,1-26,0 μg / g) e acroleina (5,4-19,4 μg / g), più bassi di 589 volte rispetto al rapporto precedente. 

Per quanto riguarda i liquidi non aromatizzati le emissioni sono state di  16,1 mg / g di formaldeide, 5,6 μg / g di acetaldeide e 2,4 μg / g di acroleina, significativamente inferiore rispetto a 2 liquidi per formaldeide e 1 per acroleina.

Le emissioni del dispositivo di nuova generazione erano ancora più basse. Le emissioni di aldeidi da tutti i liquidi aromatizzati erano inferiori del 79-99,8% rispetto al fumo e inferiori ai livelli abitualmente misurati dell'interno e ai limiti di sicurezza sul lavoro ed all'interno di spazi chiusi.

Lo studio di Farsalinos alla fine esprime le sue conclusioni: "le e-cig testate emettono livelli molto bassi di aldeidi. Alcuni aromi possono contribuire alle emissioni di aldeide, ma i livelli assoluti erano minimi. I metodi convalidati dovrebbero essere usati quando si analizzano le emissioni di e-cig" .