In risposta a questo studio, il Dr. David Dawit, Chief Scientific Officer di Eosscientific,  spiega come questo "studio sia pieno di difetti metodologici".

Lo studio intitolato "Concentrazioni di metalli in Sigarette elettroniche e campioni di aerosol: Il contributo delle bobine metalliche" pubblicato su Environmental Health Perspectives - a febbraio - analizzava i liquidi di ricarica per ecig evidenziando dei residui potenzialmente pericolosi di arsenico, cromo, manganese, nichel e piombo.

 Il famoso esperto di anti-fumo Dr. Konstantinos Farsalinos, sottolineò -  a suo tempo -  che questo era ancora una volta un caso di dati mal interpretati. Tuttavia, un altro esperto di scienza sottolinea che si tratta ancora una volta di dati male interpretati.

Il Dr. David Dawit, Chief Scientific Officer di Eosscientific, agenzia di analisi per E-liquid, ha scritto un articolo dettagliato che spiega come questo "studio sia pieno di difetti metodologici". Ha aggiunto che i ricercatori dell John Hopkins "usavano limiti di sicurezza ambientale per i metalli nell'aria che non possono essere applicati a reali condizioni nel vaping".

Tra le altre cose, il CSO ha spiegato che due "principi cardinali" per qualsiasi lavoro di ricerca scientifica sono "Replica e Validazione". Se i risultati della ricerca non possono essere replicati alle stesse condizioni sperimentali, allora non si può dire che questi risultati siano validi. Allo stesso modo se il proprio metodo non è validato, non c'è modo di sapere che è adeguato allo scopo della ricerca. Purtroppo questi due requisiti di ricerca di base mancavano in questo studio.

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