Ben al di sotto degli standard sono i metalli presenti. E' così che lo studio dell'Università di Patrasso smentisce il precedente attacco alle e-cig.

Era febbraio 2018 e lo studio intitolato " Concentrazioni di metalli in Sigarette elettroniche e campioni di aerosol: Il contributo delle bobine metalliche" pubblicato su Environmental Health Perspectives analizzando i liquidi di ricarica per ecig evidenziando dei residui potenzialmente pericolosi di arsenico, cromo, manganese, nichel e piombo.

La notizia rimbalzò subito da testata in testata giornalistica e come avviene in questi casi partirono le smentite forse solo concettuali e/o dialogative. Il dr. Konstantinos Farsalinos affermò che era ancora una volta un caso di dati mal interpretati e annunciò in quell'occasione uno studio volto a smentire in maniera repentina la cosa. In risposta a questo studio, il Dr. David Dawit, Chief Scientific Officer di Eosscientific,  spiegava come questo "studio era pieno di difetti metodologici". A questi si aggiunsero in ultimi analisi i commenti del Dr. Poulas. 

Oggi pubblicato nel web e successivamente a giugno nella rivista "Food and Chemical Toxicology" lo studio dal titolo "Detection and quantitative determination of heavy metals in electronic cigarette refill liquids using Total Reflection X-ray Fluorescence Spectrometry. " che svela i retroscena dell'ennesima ricerca fatta precedentemente interpretando male i dati che adesso ha una spiegazione medico-scientifica.

La ricerca mette in risalto:

  • TXRF è stato utilizzato per l'analisi di elementi pesanti negli e-liquid in alternativa a ICP-OES e ICP-MS normalmente impiegati.
  • Gli e-liquidi testati sono risultati con contenuti inferiori ai limiti definiti dalle autorità di regolamentazione per i medicinali inalatori.
  • I metalli misurati nei costituenti concentrati degli e-liquidi (nicotina, agenti aromatizzanti) hanno superato i limiti.

[Le sigarette elettroniche sono considerate alternative più sane alle sigarette convenzionali contenenti tabacco. Producono vapore attraverso il riscaldamento dei liquidi di ricarica (e-liquid) che consistono di glicole propilenico, glicerina vegetale, nicotina (in varie concentrazioni), acqua e agenti aromatizzanti. I metalli pesanti possono entrare nel liquido di ricarica durante la produzione, ponendo un rischio per la salute del consumatore a causa della loro tossicità.

L'obiettivo del presente studio era lo sviluppo di una metodologia per l'individuazione e l'analisi quantitativa del cadmio (Cd), piombo (Pb), nichel (Ni), rame (Cu), arsenico (As) e cromo (Cr), impiegando Spettroscopia a fluorescenza a raggi X con riflessione totale (TXRF) come tecnica alternativa a ICP-MS o ICP-OES comunemente usata per questo tipo di analisi. TXRF è stato scelto per i suoi vantaggi, che includono tempi di analisi brevi, tempestività, capacità di analisi simultanea di più elementi e preparazione minima del campione, basso costo di acquisto e costi operativi. - estratto dello studio]

La metodologia proposta è stata applicata a un gran numero di liquidi per sigarette elettroniche disponibili in commercio, nonché ai loro componenti, al fine di valutarne la sicurezza.

Il TXRF può essere uno strumento prezioso per sondare i metalli pesanti nei liquidi di ricarica delle sigarette elettroniche al servizio della protezione della salute umana. alla fine lo studio si è concentrato nella presenza dei metalli tanto ricercati: cadmio, nichel, rame, arsenico, cromo e piombo.[estratto dello studio]

Lo studio ha rilevato solo la presenza di cadmio, piombo, nickel, rame ma dalle rilevazioni effettuate la concentrazione era al di sotto del milite imposto dalle autorità ed inoltre la stessa ricerca ha evidenziato come se in alcuni casi la presenza era maggiore di quella prescritta la diluizione la riportava al valore limite indicato.


Studio condotto da: Eleni Kamilari, Konstantinos Farsalinos , Konstantinos Poulas, Christos G. Kontoyannis, Malvina G. Orkoula