Brad Rodu commenta lo studio statunitense che condanna i flaconi di eliquid per sigaretta elettronica in quanto non sicuri e conformi per i bambini.

Uno studio statunitense condotto dal Centro per la ricerca e la politica sulle lesioni e il Centro antiveleni centrale dell'Ospedale pediatrico nazionale  e pubblicato sulla rivista di salute Pediatrics ha constatato che tra gennaio 2012 fino all'aprile del 2017 le chiamate ai centri di controllo anti-veleno degli Stati uniti sono state circa 8200, dovute all'esposizione di liquidi con nicotina con una media di circa 129 chiamate al giorno.

Lo studio pertanto evidenzia la necessità di una stretta regolamentazione della nicotina nella sua forma liquida compresi i liquidi di ricarica per sigaretta elettronica. Tale studio raccomanda pertanto, ove possibile, l'aggiunta di un limitatore del flusso, serbatoi a prova di bambino, concentrazioni di nicotina liquida in quantità subletale per un bambino e l'eliminazione di etichette attraenti su liquidi contenenti nicotina.

Lo studio mostra che di queste 8.200 chiamate, l'84% di esse riguardava bambini sotto i 3 anni e che nel 93% dei casi il problema derivava dall'ingestione di nicotina con problemi che variavano da convulsioni epilettiche, arresto cardiaco o respiratorio e, in alcuni casi, coma. 

Per Henry Spiller, MS, D.ABAT, autore dello studio e direttore del Centro antiveleni centrale dell'Oregon, "queste esposizioni sono preoccupanti perché una piccolissima quantità di soluzione di nicotina concentrata potrebbe facilmente dare una dose letale a un bambino piccolo ". [Vapingpost.fr - 10 maggio 2018]

Gary Smith, MD, DrPH, co-autore principale dello studio e direttore del Center for Injury Research and Policy presso l'ospedale pediatrico nazionale, afferma: "La diminuzione osservata nell'esposizione negli ultimi anni è incoraggiante, ma in molti bambini piccoli ancora esposti alla nicotina liquida rimangono inaccettabili ". 

Ma Brad Rodu, professore presso l'Università di Louisville, questi risultati e queste preoccupazioni sono infondate per quanto riguarda il vaping in quanto analizzando lo studio nel dettaglio (dell'American Association of Poison Control Centres) sulle 500.000 esposizioni di bambini sotto i 6 anni a prodotti nocivi, registrati nel 2016, il 45,8% erano per cosmetici, prodotti per la cura della persona o prodotti per la casa, mentre quelle del vaping rappresentavano solo lo 0,4%.