Lunedì, 08 Aprile 2019 09:33

Polosa: "Non mi è mai capitato un solo attacco epilettico tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche"

Scritto da Fausto Zocco
in foto: Riccardo Polosa in foto: Riccardo Polosa Skyvape.it

Ha creato un enorme "allarme" il comunicato della FDA statunitense riguardo al possibile legame tra sigarette elettroniche e attacchi epilettici. Polosa risponde chiaramente smentendo tale possibilità.

Nel lungo lungo comunicato redatto dalle FDA della scorsa settimana dove abbiamo appreso la notizia che l'agenzia gridava "all'allarme" epilessia per gli utilizzatori di sigaretta elettronica e dopo aver specificato come la stessa agenzia mettesse le mani avanti sul problema:

Vogliamo essere chiari sul fatto che non sappiamo ancora se esiste una relazione diretta tra l'uso delle sigarette elettroniche e il rischio di sequestro","Non possiamo ancora dire con certezza che le sigarette elettroniche stiano causando questi attacchi".

Ulteriore smentita ci perviene da Riccardo Polosa che, su sito web Liaf.it (lega italiana antifumo), spiega come sia inverosimile che tale situazione si possa verificare.

Che le sigarette elettroniche possano provocare attacchi epilettici è inverosimile. Sebbene, come abbiamo ampiamente spiegato nel nostro precedente articolo, sia scattato l'allarme le cause di tale situazione evidenzia come queste casi potrebbero essere riconducibili alla deglutizione forse accidentale di liquidi contenenti nicotina.

Tali casi, 35 in totale spiegati nel comunicato, si sono verificati dal 2010 al 2019 e la preoccupazione scatta non per evidenza di uno studio ma semplicemente per la dichiarazione personale di coloro che hanno dichiarato di aver fatto uso di sigarette elettroniche ed aver avuto tali attacchi. 

Come spiega brevemente Valeria Nicolosi, sul sito Liaf, è bene evidenziare come questo numero, intanto, sia nettamente inferiore agli oltre 3,5 milioni di casi di epilessia registrati negli Stati Uniti nello stesso arco temporale. Inoltre il Prof. Riccardo Polosa evidenzia che a conti fatti i casi presi in considerazione siano "circa" 3/4 all'anno:

“Pertanto, l’allarme lanciato dalle autorità americane non è comprovato dalle evidenze ed è semplicemente quello che l’FDA vuole che sia: un allarme”

“Sebbene gli esperti dell’FDA ci tengano a precisare che i casi potrebbero essere di più di quelli registrati, è inammissibile che un’autorità sanitaria di così alto profilo possa lanciare un’allerta epilessia sulla base di una manciata di casi riportati da consumatori e per nulla verificati dagli operatori sanitari. A conti fatti stiamo parlando di 3 o 4 casi all’anno con i quali si vuole spaventare e confondere il pubblico. Quale è il dato di riferimento su cui rapportare una incidenza presunta di 3-4 casi all’anno? Qual è il dato di incidenza di attacchi epilettici nella popolazione generale e nei fumatori negli US?. Anche se - ha spiegato lo Polosa - il fumo di sigaretta è incluso nella lista dei sospetti per alcuni casi di epilessia, non è dato sapere quale sia la sostanza killer responsabile dello scatenamento e comunque ci sono pochi dati che associano il fumo di sigaretta all’attacco epilettico”. 

Polosa afferma che  qualsiasi analisi che voglia chiarire un rapporto di causa-effetto tra fumo (o nicotina) ed epilessia necessita di una valutazione seria e approfondita degli altri più noti e comuni fattori scatenanti come stress emotivo, deprivazione del sonno, affaticamento, o persino la comparsa di febbre. 

“In oltre 10 anni di esperienza sul campo non mi è mai capitato un solo attacco epilettico tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche che seguiamo al CPCT Centro di Prevenzione e Cura del Tabagismo di Catania” – ha concluso Polosa".

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Ultima modifica il Lunedì, 08 Aprile 2019 09:37