Lunedì, 13 Maggio 2019 12:39

FADOI: Le sigarette elettroniche sono una strada concreta per ridurre i danni del tabagismo

Scritto da Fausto Zocco
Copyright: Skyvape.it Copyright: Skyvape.it Skyvape.it

"Le sigarette elettroniche sono una strada concreta per ridurre i danni del tabagismo" è quanto emerge dalla tavola rotonda della FADOI.

Di fronte ad una percentuale molto bassa di persone che riesce a smettere di fumare, "i prodotti più innovativi, tra quelli alternativi alla sigaretta, rappresentano una strada concreta per ridurre i danni del tabagismo". E’ quanto è emerso dalla tavola rotonda 'Tabagismo: vecchie abitudini e nuove sfide', organizzata dalla Fadoi, la Federazione delle Associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, all’interno del proprio XXIV Congresso nazionale in corso alla Fortezza da Basso di Firenze.

"Il grande problema è che pur essendo il fumo in Italia responsabile di 65 mila morti l’anno per le più disparate patologie, di tutti i pazienti che noi sappiamo essere costretti a smettere di fumare, solo il 10% vi riesce - spiega il presidente nazionale di Fadoi, Andrea Fontanella - La mission principale del medico resta quella di ottenere la cessazione del fumo, ma - prosegue Fontanella - noi medici spesso siamo costretti ad accontentarci di risultati palliativi in tante patologie". [ADNKRONOS]

Fontanella osserva come la FDA, poco più di un mese fa, ha concesso la commercializzazione del dispositivo iQOS che - come dice il presidente - è giusto afferma che sia un prodotto a rischio modificato e solo le prove nel tempo potranno dire con assoluta certezza che tali dispositivi hanno un contenuto di sostanze tossiche decisamente ridotto rispetto al fumo delle sigarette tradizionali, soprattutto per quello che riguarda l’ossido di carbonio e gli idrocarburi policiclici, cioè quelli che sono responsabili della gran parte del fumo.

"Alla base di tale riduzione vi sono principalmente temperature molto più basse, rispetto alla sigaretta, per rendere fruibile il tabacco - sottolinea Fabio Beatrice, direttore del Centro Antifumo San Giovanni Bosco di Torino - Mentre la sigaretta brucia e quindi agisce a una temperatura tra 400 e 100 gradi, i prodotti del tabacco di nuova generazione rendono somministrabile la nicotina al di sotto della temperatura critica dei 400 gradi. Il fumo freddo agisce intorno ai 300, 320 gradi, la sigaretta elettronica intorno ai 100 gradi, questo fa sì che vengano risparmiati al fumatore una buona parte dei prodotti che derivano dalla combustione". [ADNKRONOS]

"Già togliere il monossido di carbonio o ridurre in maniera molto significativa sostanze cancerogene o irritanti - conclude Beatrice - vuol dire avere un prodotto di consumo verosimilmente meno nocivo di altri, con dei vantaggi immediati per la salute".

Secondo Riccardo Polosa, professore Ordinario di Medicina Interna presso l'Università di Catania (intervento già discusso nel nostro precedente articolo):

"il grande vantaggio, come è stato certificato dalle grandi autorità scientifiche e sanitarie, in America e in Inghilterra, è che la riduzione del rischio si attesti intorno al 95%. E' ovvio che questo miglioramento sarà sempre maggiore con gli anni a venire perché sono prodotti tecnologici che si innovano. Quindi anche se dovessimo trovare qualche problema di un singolo componente tossico, si lavorerà sul prodotto per minimizzare questo problema, come è già successo con i carbonili e le aldeidi, introducendo dei sistemi a temperatura controllata. I Paesi che risultano più avanti nell’aver sposato e coniugato la politica di riduzione del rischio con le politiche di controllo del tabacco sono la Gran Bretagna, la Nuova Zelanda e l’Islanda, e lì abbiamo visto un’impressionante riduzione della prevalenza del tabagismo che non ha eguali storici in quei Paesi”.

Fontanella ribadisce che la comunità medica è ancora in una fase conoscitiva ribadendo che:

"Laddove non si riesce a ottenere il risultato ottimale, quantomeno si può ridurre l’introito di sostanze tossiche e da questo logicamente ci si attende una riduzione del danno senza che loro che abbiano a patire la privazione della nicotina. E questo può nel tempo portarli anche a disassuefarsi più facilmente da questa dannosa abitudine”. [ADNKRONOS]

 

Claudio Cricelli, presidente della SMIG (società italiana di medicina generale) afferma che l'obiettivo è fare l'interesse dei cittadini e se la capacità dei prodotti alternativi è quella  di ridurre le sostanze nocive sarà una grande opportunità.

"L’obiettivo che oggi si propone la medicina e il sistema sanitario - prosegue Cricelli- è quello di curare le malattie, e questo ormai è scontato, ma soprattutto di evitare che la gente si ammali. Dobbiamo quindi ridurre tutti quei fattori che comportano un rischio di malattia. E’ diventato più importante oggi intervenire sui rischi, tutti, che sono quelli noti, l’alimentazione, l’alcol, il fumo, l’obesità. Pensiamo a quando diciamo di diminuire il sale o lo zucchero. E poi per il fumo cosa facciamo? Sappiamo che smettere di fumare è particolarmente difficile. Le sostanze nocive contenute nella sigaretta tradizionale, che tutti noi conosciamo, le potremmo ridurre? E se riducendo queste sostanze riuscissimo a ridurre queste malattie, voi medici cosa ne pensate? Se questo è vero - conclude Cricelli - noi medici siamo contenti di adoperare questi strumenti, di qualunque tipo, che potrebbero aiutare a ridurre sensibilmente i rischi connessi al fumo". [ADNKRONOS]

Segui il disclaimer dei contenuti presenti sul blog.

 

Ultima modifica il Lunedì, 13 Maggio 2019 12:42